Le prime parole di Leah Freeman, portiere statunitense classe 2002, dal ritiro di Celano, dove è iniziata la sua avventura con la Lazio
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Intervenuta ai microfoni dei canali ufficiali del club biancoceleste dal ritiro di Celano, Leah Freeman si è presentata così dopo il suo approdo dal San Diego Wave. Queste le sue parole: "Ci sono stati tanti fattori che hanno contribuito a questa scelta. Prima di tutto mi affascinava molto l’idea di giocare in Italia e di farlo con la Lazio.
Penso che l’attenzione che viene data all’aspetto tecnico del gioco unita all’importanza del duro lavoro e al continuo desiderio di migliorarsi sia ciò che mi ha davvero attirata verso questo club. Inoltre, sapere che la società ha un visione chiara per il futuro insieme all’ambizione di crescere e avere successo ha inciso al cento per cento sulla mia decisione.
Penso che sia un’altra occasione di crescita venire qui in Italia. A ogni livello della mia carriera ho imparato tantissimo e tutte queste esperienze mi hanno portata fino a qui. Sono davvero entusiasta di unirmi alla squadra, voglio conquistare la fiducia delle perone che mi circondano e cominciare a lavorare duramente e crescere ancora.
È difficile individuare un solo aspetto in cui sono migliorata davvero nel campionato americano. Allenarsi ogni giorno insieme a giocatrici di altissimo livello come è successo al Bay e a San Diego ti porta a crescere sotto tanti punti di vista contemporaneamente, ma penso che in cui sono maturata di più sia la lettura del gioco, riuscire a interpretare le situazioni più velocemente, prendere decisioni in tempi rapidi e comunicare meglio in campo. Spero di continuare a farlo anche qui.
L’Italia penso si presenti da sé. È uno dei Paesi più belli del mondo, mi ritengo davvero fortunata ad avere l’opportunità di giocare qui e sono molto grata di poter far parte della Lazio. Da portiere penso che valga lo stesso discorso in tema di miglioramento: non ci si sente mai completamente sodisfatti e si può sempre migliorare in ogni aspetto del proprio gioco. Ogni volta che scendi in campo c’è qualcosa su cui lavorare, perché nessuno è perfetto.
È difficile indicare solo un elemento specifico, ma redo che uno dei miei obiettivi sia migliorare dal punto di vista tecnico con i piedi, ampliare la mia prospettiva e diventare più rapida nel processo decisionale così da gestire meglio la costruzione dal basso e completare con precisione tutti i passaggi.
Voglio anche concentrarmi sulla cura di alcuni piccoli dettagli perché nel ruolo del portiere anche i particolari più minimi possono avere un impatto enorme. La nazionale, ripensando a tutta la mia storia, è sempre stato un grandissimo sogno per in questo momento il mio obbiettivo è concentrarmi sulla stagione qui e ora e dare tutto il possibile per questo club. Spero che questo rappresenti un altro tassello del percorso e mi avvicini sempre di più a quel traguardo che ho sempre sognato".
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