L'asso svedese si cimenta come allenatore virtuale, nella sua formazione ideale ci sono due ex laziali

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ROMA - Non è sceso in campo contro la Lazio nel big match che ha chiuso il 2020, ma Zlatan Ibrahimovic ha comunque avuto un peso importantissimo per il Diavolo post lockdown, che non conosce sconfitta addirittura da 25 partite consecutive. Bloccato da qualche acciato e per un periodo anche dal Covid-19, il fenomeno svedese tornerà a disposizione di Pioli nel nuovo anno. Ibra ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Sportweek ai quali ha annunciato un'indiscrezione sul proprio futuro: "Io stavolta faccio l’allenatore e magari un giorno lo diventerò davvero".

Ibrahimovic trascina il Diavolo

Il numero 11 rossonero ha stilato la sua top 11 ideale dei compagni di squadra più forti che ha avuto, fra questi trovano posto anche due ex laziali: "In porta metto Buffon, Cafù terzino destro, Nesta e Cannavaro difensori centrali (due animali) e Maxwell, un mio grande amico, terzino sinistro. A centrocampo Nedved che per me è stato il numero uno, mi ha aiutato molto a migliorarmi. È una macchina da lavoro, un grande esempio per la mia crescita. Al suo fianco Viera e Xavi con cui ho giocato nel Barcellona: dei fenomeni. L’attacco è facile: Zidane dietro a Ronaldo il Fenomeno, il mio idolo, e Maradona il più forte di tutti, anche di me".

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"SONO CRESCIUTO A PANE, PALLONE, LATTE E BOTTE. LA VITTORIA È LA MIA DROGA. LA RISSA MI FA SENTIRE VIVO. IL MILAN È CASA MIA: RIPORTARLO AL TOP È LA SFIDA PIÙ BELLA DELLA MIA VITA. E SE FINISCE COME DICO IO". Queste le parole di Ibra che hanno accompagnato il post Instagram di Sportweek per presentare l'intervista al campione svedese.

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