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Notizie Lazio – La sfida scudetto che non c’è più: l’analisi sulla Juve

Notizie Lazio – La sfida scudetto che non c’è più: l’analisi sulla Juve

Juventus-Lazio, ci siamo. Originariamente prevista per il 26 aprile, spostata al 20 luglio. Non sarà più, però, la partita scudetto che si preannunciava essere

di redazionecittaceleste

Notizie Lazio

Juventus-Lazio, ci siamo. Originariamente prevista per il 26 aprile, spostata al 20 luglio. Non sarà più, però, la partita scudetto che si preannunciava essere. Ma non per i meriti dei bianconeri, capaci, si fa per dire, di prendere 2 punti nelle ultime 3 gare. Peggio però hanno fatto i biancocelesti, con 1 solo punto raccolto nelle ultime 4. Questo andamento claudicante degli uomini di Sarri, se vogliamo, aumenta i rimpianti in casa biancoceleste. Numericamente lo scudetto è ancora possibile, 8 punti con lo scontro diretto da giocare. Ma è lo stato di forma della Lazio a considerare il discorso chiuso. Tra l’altro nel mezzo ci sono anche Inter e Atalanta. Meglio pensare a blindare il quarto posto in maniera definitiva prima possibile. La trasferta allo “Stadium” di Torino è proibitiva. Non solo per storia, tradizione e forza dell’avversario. Si è mai vista la Juve non vincere per quattro partite di fila in serie A e riaprire seriamente il campionato a quattro giornate del termine? Difficile immaginarlo, impossibile pensarlo con questa Lazio. Bisognerà cercare di limitare i danni.

RIVOLUZIONE SARRIANA – Quest’anno la Juve ha avuto troppi alti e bassi, a fronte di un gioco mai decollato e della svolta mai realizzata con l’ex tecnico del Napoli in panchina. Persa la Coppa Italia, con una Champions in bilico, il campionato italiano sarà vinto per mancanza di alternative valide. Ma non per meriti proprio. E’ bastata la Lazio nella sua versione migliore, non questa del post-lockdown, a mettere a nudo tutti i difetti dei bianconeri, battendoli per due volte consecutive a dicembre tra campionato e Supercoppa Italiana, infilando 6 reti. E la sensazione netta che con Allegri la Juve non avrebbe mai preso quei gol. Una volta segnata una rete, il fortino a difesa del castello costruito reggeva fino a fine partita. Hanno influito anche i problemi fisici di Chiellini e quelli di adattamento di De Ligt. Il centrocampo è apparso spesso in difficoltà e privo di cambio di passo. E l’attacco, sostenuto da un certo CR7, non sempre ha potuto provvedere a quanto gli altri reparti hanno distrutto. L’asso portoghese ha segnato in quasi tutte le partite, con lui si parte sempre da 1-0 ma non basta. Sarà anche la sfida con Immobile per il trono dei bomber, con l’ex Real ora a -1.

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