Senza Luis Alberto la Lazio è un'altra squadra e lo si è visto in Europa League. Con il Mago in campo però è tutta un'altra musica

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ROMA - Quest'anno la Lazio ha dimostrato di essere un orchestra perfetta, in grado di suonare le migliori sinfonie. Specialmente quando Luis Alberto ne è stato il direttore. Oltre ad un'annata eccezionale da parte di tutta la squadra, sono state due le mosse tattiche pensate da Simone Inzaghi che in qualche modo hanno dato qualcosa in più al club biancoceleste. Le pedine più preziose, sotto questo punto di vista, sono state Juaquin Correa e lo stesso spagnolo. Il Tucu è stato reinventato seconda punta alle spalle di Ciro Immobile, e il Mago invece è diventato il faro del centrocampo a tutti gli effetti, arretrando di qualche metro il suo raggio d'azione facendo allentare la marcatura nei suoi confronti dei difensori avversari. La maggior parte delle azioni della Lazio sono partite proprio dai piedi del suo numero dieci.

Lazio: il faro Luis Alberto

IL DATO - Come sottolinea una statistica emersa dal portale Transfermakt, in tutta la Serie A Luis Alberto è in assoluto il secondo giocatore ad aver giocato più palloni. Nonché il primo dei centrocampisti. Con 1989 lo spagnolo si guadagna la medaglia d'argento in questa speciale classifica. Il primo è Di Lorenzo del Napoli con 2062, seguito dal Mago e successivamente dal suo compagno di squadra Fabian Ruiz, con 1962. Insomma, se Inzaghi non avesse dato nuova vita all'ex Siviglia, che ai tempi del Liverpool ha pensato per un attimo di appendere gli scarpini al chiodo, forse i tifosi biancocelesti non avrebbero vissuto una stagione così esaltate. Quando il Mago ha il pallone tra i piedi qualcosa di incantevole sta per accadere.

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