Non può allenarsi come sempre perché lo tormenta la fascite plantare. Non può giocare a tutto ritmo e a stretto giro perché il piede destro s’infiamma e gli fa male. Nonostante tutto è lui il primo in serie A per palloni intercettati (74). Stefan De Vrij s’è fatto conoscere subito…
Non può allenarsi come sempre perché lo tormenta la fascite plantare. Non può giocare a tutto ritmo e a stretto giro perché il piede destro s’infiamma e gli fa male. Nonostante tutto è lui il primo in serie A per palloni intercettati (74). Stefan De Vrij s’è fatto conoscere subito in Italia, è stato etichettato come difensore-arpionatore. E’ una sua caratteristica, ha un radar incorporato, lo facilita nella lettura delle azioni, nel recupero dei palloni. De Vrij è primo nella speciale classifica eppure sta giocando di meno, ha dovuto saltare qualche partita, s’è dovuto riposare. La fascite plantare è così, non ti lascia tranquillo, ti limita, ti penalizza. Lo staff medico lo segue, in sintonia con lo staff tecnico decide i tempi di allenamento. Ieri, ad esempio, l’olandese è rimasto a riposo. A Udine è previsto in campo, le prossime sedute di lavoro chiariranno il suo stato clinico. De Vrij ha dimostrato di essere decisivo, per varie settimane è stato il leader della difesa. Ha grandi qualità: sa leggere il gioco, cerca sempre di giocare d’anticipo, ecco perché riesce a rubare il pallone agli avversari. Non ha paura di intervenire, non tira indietro la gamba. S’è fatto conoscere ai Mondiali, è stato eletto miglior difensore della competizione dalla Fifa. Ha 23 anni, crescerà ancora. De Vrij è un punto fermo e lo sarà in futuro. Tare aveva deciso di associarlo a Gentiletti, ma l’argentino s’è fatto male e la coppia è scoppiata per un imprevisto. Per il rush finale servirà il miglior De Vrij, la difesa dovrà essere blindata. Pioli più volte ha dovuto rivoluzionare il reparto, ha dovuto cambiare il quartetto arretrato. Si sono fatti male tutti: esterni e centrali. Pioli cambierà anche a Udine, dovrà associare l’olandese a Mauricio.
Il pregio. Stefan De Vrij è giovane, ma non è uno sprovveduto. In tanti hanno giocato accanto a lui e non hanno avuto problemi, si sono adattati con facilità. Parla poco, lavora molto. E’ piaciuto sin da subito, ha strappato applausi, ha regalato giocate concrete ed eleganti. Non tutti i difensori riescono ad ambientarsi in tempi brevi in Italia, lui l’ha fatto. I numeri sono dalla sua parte, certificano la sua forza, la sua crescita. De Vrij spera di non doversi fermare, spera di migliorare fisicamente. Lunedì, contro il Genoa, non è sembrato in forma, non può esserlo. Servono allenamenti continui e a pieno regime per giocare al top ogni partita. A De Vrij manca la continuità, in settimana e in gara. La ritroverà quando starà meglio, appena potrà fermarsi per più settimane. Dovrà stringere i denti sino al termine della stagione, dovrà resistere. La fascite plantare non si risolve in un amen, è questo il problema. De Vrij è un combattente, si è rivelato tale. Quando ha giocato non s’è risparmiato, se è rimasto in vetta alla classifica è successo perché pur incerottato ha continuato a giocare come sa. De Vrij e Mauricio, con tutta probabilità toccherà a loro domenica a Udine. La difesa ha imbarcato troppa acqua nelle ultime partite, per tornare alla vittoria il reparto deve tornare ad essere a tenuta stagna. Palloni recuperati e spazzati, lo specialista De Vrij cercherà di garantire il suo lavoro speciale. (Corriere dello Sport).
© RIPRODUZIONE RISERVATA