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Premio Lazialità, voci e volti noti del panorama biancoceleste – FOTO

ROMA - Dal Teatro Ghione, struttura che aveva ospitato la rappresentazione della vita di Maestrelli, va in scena questa sera il Premio Lazialità. A partire dalle 21.00, in un evento non aperto al pubblico, Guido De Angelis presenterà...

redazionecittaceleste

"ROMA - Dal Teatro Ghione, struttura che aveva ospitato la rappresentazione della vita di Maestrelli, va in scena questa sera il Premio Lazialità. A partire dalle 21.00, in un evento non aperto al pubblico, Guido De Angelis presenterà una serata diventata un punto di riferimento per l'etere romano. Tanti i volti noti, da Mihajlovic a Stankovic, passando per attori e conduttori radiotelevisivi di fede biancoceleste. Mauro Mazza, Clemente Mimum, Enrico Montesano, Pino Insegno, Francesco Pannofino, Gigi Casiraghi, Juan Sebastian Veron, Cristian Ledesma sono solo alcuni dei vincitori delle edizioni precedenti. D'obbligo un omaggio ad Osvaldo, recentemente scomparso, e Edda Giorgi, supporter “conosciuta” da moltissimi anni.

LE DICHIARAZIONI DELLA SERATA

"Ore 23.30, Premio a Sinisa Mihajlovic, ex giocatore della Lazio (1998-04): "Mi fa piacere mi premi Aparecido Cesar perchè abbiamo giocato insieme e a Bologna l'ho anche allenato. Poi, infatti, ha smesso di giocare"

"Ore 23.15, Premio ad Angelo Peruzzi, ex portiere della Lazio (2000-07): "Alla Lazio si veniva tramite Cragnotti e Mancini. Fu lui il primo con cui parlai dopo un Lazio-Inter. Rimasi sbalordito perchè di solito queste sono cose che si decidono con il presidente. Invece mi chiamò solamente dopo il primo approccio di Mancini. Tutti pensano sia arrivato alla Lazio solo per avvicinarmi a casa. Invece volevo vincere tanto". L'inizio: "Ero portiere perchè come tanti...ero scarso. Io con i piedi sono davvero scarso, però penso che se fai il portiere non devi essere bravo in quello". Nazionale: "L'ultimo anno la rifiutai ma non per presunzione. Mi dissero chiaramente che sarei stato il terzo e mi sembrava giusto dare precedenza ai giovani". Lotito: "Un giorno avevo un incontro con lui. Lo aspettai per ore davanti a Villa San Sebastiano dove avevamo appuntamento. Dopo svariate ore lo chiamo e mi dice che era a Formello e sarebbe arrivato dopo mezz'ora. Gli risposi chiaramente non mi avrebbe trovato".

"Ore 23:00, Premiato Beppe Signori, ex claciatore della Lazio : "Qui mi vogliono bene non serviva venire per saperlo. La Lazio mi ha consacrato e mi ha fatto conoscere in tutto il mondo. Devo essere grato a Cragnotti e tutti i compagni di quei cinque anni e mezzo".La rottura:"Beh..io me ne andai perchè i miei rapporti con l'allora allenatore Erikson non erano idilliaci. E quando, dopo il Rapid, mi fece scaldare per un tempo senza farmi entrare, decisi di andarmene".L'arrivo:"La trattativa la chiusi dopo un Foggia-Lazio. Io ero con i pugliesi e dopo la partita firmai con Cragnotti". La dedica emozionata: "Oltre alla famiglia lo dedico a voi: tutte le persone che mi sono state vicine. Ma soprattutto a quelle che non lo hanno fatto perchè da loro ho capito tante cose. Inutile nascondersi...tanto tutti sanno come sono andate le cose".

"Ore 22:50, Premio a Federico Moccia, regista cinematografico e scrittore: "Io sono sempre stato laziale. Ricordo le mie prime partite con Giordano e gli altri ragazzi. Conservo tutte le tessere dei miei abbonamenti. E poi in realtà "Tre metri sopra il cielo" non è stato un titolo casuale. E' la cosa più celeste che ci sia".

"Ore 22:40, Premio a Fabio Poli, ex giocatore della Lazio (1985-87):"Della mia esperienza ricordo la mattina della famosa partita di Napoli. Uscìì in strada e non c'era nessuno, dopo qualche minuto iniziò ad arrivare la gente: mai visti così tanti tifosi. Poi rientrai e i compagni mi dissero: "Se fai gol, abbracciamo il mister". Quella partita ci ha dato grande importanza. Ne ha data anche a me che ho avuto la fortuna di fare un gol tanto importante. La mattina tornai a casa e trovai un signore inginocchiato davanti la porta che mi aspettava dicendomi che per lui ero un Dio". Giuliano Fiorini: "Per me era come un fratello, poi abitavamo vicini quindi rientravamo anche insieme. Era un ragazzo tranquillo ed eccezionale".

"Ore 22:25, Claudio Mannucci, capitano della Lazio rugby: "Sono 14 anni che gioco e 10 che sono il capitano. Non ho mai cambiato maglia e sono emozionato anche di vedermi in video. Però voglio dedicare il premio a Francesco ed Edoardo che sono i due ragazzi della nostra squadra che hanno perso la vita. La nostra è una squadra con tanta storia: ultimamente abbiamo anche vinto il derby. Purtroppo non abbiamo grande visibilità, lo consiglio come sport ed è una passione non un lavoro. Noi giochiamo all'acquacetosa".

"Ore 22:16, Il ricordo di Tommaso Maestrelli. Sul palco il figlio Massimo:"Io in realtà non c'entro nulla. Io sono orgoglioso di quello che ha fatto mio padre e della famiglia che ha saputo crescere con mia madre. Io sono orgoglioso prima di tutto di mio padre. Ora da tifoso ti dico che è fantastico vedere qui giocatori ed ex giocatori che non fanno più parte della Lazio: parlo da tifoso". ENTRANO I PRODUTTORI DELLO SPETTACOLO DEDICATO A TOMMASO MAESTRELLI: "Ormai ci sentiamo parte anche noi della famiglia Maestrelli perchè per preparare lo spettacolo ci abbiamo messo due anni. Massimo è stato fondamentale".

"Ore 22:10, Chiamato sul palco Stefano Orsini, giornalista laziale: "Ho sempre seguito la storia di questa squadra. Ho cambiato vari giornali ed essere stato caporedattore di Lazialità è stata una gran bella esperienza. Dedico il premio a mia figlia e mio nipote".

"Ore 22:05, Il ricordo di Osvaldo, tifoso della Lazio scomparso. Le parole di chi lo conosceva: "Era un tifoso speciale e il bagno di folla al suo funerale lo ha dimostrato. Era un puro. Un bambino con le fattezze da uomo. Aveva bisogno del contatto della gente per questo la chiesa di Ponte Milvio era gremita. Telefonava a tutte le ore perchè seguiva il suo istinto. Aveva bisogno di noi e ora noi abbiamo bisogno di te".

"Ore 21:55, premio a Gian Piero Ghio, ex giocatore (1968-70): "E' bello salire su questo palco dopo quel killer di Janich che da giocatore mi devastò le caviglie: inizia a girargli molto largo". L'arrivo alla Lazio:"Eravamo un bel gruppo e lo dimostrammo con le prestazioni. Io ero orgoglioso perchè venivo da Avellino. Io ero stato allontanato dalla Sampdoria (serie A) perchè mi dicevano non sapevo fare l'attaccante. Per quello mi mandarono all'Avellino in serie C: mi allenavo anche la notte. Dovevo arrivare in serie A e fare gol alla Sampdoria nell'andata e nel ritorno. Mi sono tolto un grandissimo peso riuscendoci".

"Ore 21:40, premiato Bruno Giordano, ex attaccante della Lazio (1975-85): "Ritorno spesso a Trastevere. Ormai di trasteverini ce ne sono pochi ma lì ci ho passato l'infanzia quindi sono ricordi forti. C'è l'oratorio con il parroco che mi ha fatto crescere: Don Pizzi. Solo da poco ho scoperto che è romanista". L'arrivo alla Lazio:"Mi ha scoperto Mario Catapano che mi ha portato alla Lazio. Ha speso 100 mila lire. Mi chiamò a casa la ROma dicendo che loro mi avrebbero comprato anche il motorino. Ma non ci pensavo proprio".Qualche aneddoto di infanzia:"Ricordo una volta in cui facevo il raccattapalla. La palla uscì e siccome vincevamo io non volevo prendere il pallone: arrivò Roversi a darmi uno scappellotto. Poi lo ritrovai da giocatore e volevo eliminarlo a suon di tunnel per vendicarmi". Il ricordo di Chinaglia:"Mettere la maglia della Lazio e farlo accanto a Giorgio è un'esperienza che porterò sempre nel cuore. Si, un anno abbiamo avuto qualche problema ma ci siamo ritrovati grazie a Oddi che un'anno prima della scomparsa ci rimise in contatto telefonicamente". Il gol più bello: "Ho sbagliato tanti gol perchè avevo un vizio: dovevo fare solo gol belli. Con il Catania? beh...in realtà volevo crossare è stata fortuna. Ma quello viene tutto dall'incoscienza tipica dei ragazzi giovani". Maradona: "Diego è una persona fantastica. E' generoso, è una persona come poche. Io in quel tempo mi adattavo a qualsiasi ruolo perchè quando hai Diego in squadra...ti adegui a tuto". Il premio: "Vorrei dedicarlo a mia moglie Susanna e ai miei tre figli".

Ore 21:22, premiato Francesco Tamburro, giornalista ANSA: "A me piace fare il tifoso, e voglio andare allo stadio. Nel mio mondo, quello giornalistico, mi occupo invece di cronaca giudiziaria. E per questo non voglio lavorare nell'ambito calcistico.