Manservisi junior: “Nauseato da questo calcio”

ROMA – Simone Manservisi, figlio del giocatore della Lazio che conquistò lo scudetto nel 1974, è intervenuto durante la trasmissione “IO TIFO LAZIO”, condotta da Federico Terenzi e Francesca Cuccuini,in onda su Cittaceleste Tv, canale 669 del digitale terrestre, a Roma e nel Lazio. Raccontaci di tuo papà, segui ancora…

di redazionecittaceleste

ROMA – Simone Manservisi, figlio del giocatore della Lazio che conquistò lo scudetto nel 1974, è intervenuto durante la trasmissione “IO TIFO LAZIO”, condotta da Federico Terenzi e Francesca Cuccuini,in onda su Cittaceleste Tv, canale 669 del digitale terrestre, a Roma e nel Lazio.

 

Raccontaci di tuo papà, segui ancora il calcio?Nel 72/73 era titolare inamovibile, poi è arrivato D’Amico e non ha trovato più spazio nella Lazio. Mi sono stufato di questo calcio, non mi ci rivedo più rispetto a quello anni settanta e ottanta, sono un po’ nauseato

 

Il 12 maggio che cosa ha rappresentato per te?Ero emozionato il 12 mggio, er la prima volta che vedevo una cosa così, mio padre è stato protagonista della serata. Con grande rammarico ho saltato il centenario, è stata un’emozione bellissima”.

 

Papà è ancora nel mondo del calcio? “ Lui dal momento che ha smesso di giocare ha tagliato i ponti, con il professionismo non h più nulla a che fare. Nel 2010, ha fatto un evento Telethon. Ogni tanto va a seguire la Lazio con il Lazio Club Milano”.

 

Cosa cerca il tifoso della Lazio?Non voglio entrare nel discorso presidente, io quando sono venuto a Roma, mi sono sentito laziale anche io. E’ sempre una grandissima famiglia, è stato davvero bello, vedere l’amore per questi colori”.

 

Lazio-Ipswich del 1973, l’arbitro era veramente ubriaco?Mio padre, da quello che mi ha raccontato, lui ha avuto quella impressione lì, adesso non potrebbe succedere, anche se c’è del marcio nel calcio, non mi sembra possa ricapitare una cosa simile”.

Far West Lazio che libro è?Ho fatto un confronto tra la carriera di mio padre da professionista con quella mia da dilettante.Poi mi sono soffermato sulla società, i modi di eslutare che sono sinonimo dei cambiamenti culturali e sociali del nostro Paese, quello che mi interessva è parlare di calcio dei bambini. Ero un ala sinistra e destra, abbastanza tecnico ma non come eraa mio padre. Lo chiamavano uccellino, perchè era esile, io ero un po’ più dotato fisicamente rispetto a lui, ma non facevo mai gol

 

 

Adesso che fai, sappiamo che alleni i bambini. C’è esasperazione anche li come in serie A?Mi piace molto parlare a loro e ai genitori. I bambini assorbono tanto dai grandi, io alleno fino ai 10 anni, dopo 10 anni cominciano a essere contaminati. Prendono sempre il peggio, io allenando fino 10 a quell’età, voglio insegnargli dei valori che tante volte i genitori non vogliono o non possono insegnargli Genitori che inslutano l’arbitro e episodi simili capitano anche a questi livelli”.

 

Quanti libri hai scritto?Ho spaziato su vari argomenti sono all’undicesimo libro, ho scritto noir, gialli. L’ultima opera si chiama “Appunti di un naufrago sentimentale” mi piace occuparmi di varie tematiche e argomenti, non prettamente legati al mondo del pallone”.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy