Lotito, quando Previti ordinò: “Fai giocare mi fijo” e lui eseguì

ROMA – C’è un’altra registrazione di una telefonata, prima di quella resa pubblica dal dg dell’Ischia Iodice, che racconta il personaggio Lotito. È un’intercettazione della Procura di Roma del 2006, nell’ambito dell’indagine sul gruppo ultras Irriducibili, in cui l’avvocato Previti – ex legale di Berlusconi dai tempi della villa di…

di redazionecittaceleste

ROMA – C’è un’altra registrazione di una telefonata, prima di quella resa pubblica dal dg dell’Ischia Iodice, che racconta il personaggio Lotito. È un’intercettazione della Procura di Roma del 2006, nell’ambito dell’indagine sul gruppo ultras Irriducibili, in cui l’avvocato Previti – ex legale di Berlusconi dai tempi della villa di Arcore, poi ministro della Difesa fino alla condanna in via definitiva nel 2006 per Imi-Sir e nel 2007 per il Lodo Mondadori, e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici – lo attacca pesantemente. Perché il patron della Lazio non fa giocare suo figlio Umberto nelle giovanili biancazzurre. “Claudio, io so’ stato sempre ’na persona perbene, ma che mi fijo venga discriminato e trattato a carci in culo da gentarella da quattro sordi che hai messo a rappresentà ’a gloriosa maglia biancoceleste, io questo non te lo consento proprio, io faccio un casino – dice Previti –. Ma stiamo scherzando? Mio figlio viene mortificato da un anno, e io mi sono rotto il cazzo, nel vero senso della parola”. Le telefonate, le pistole e i “rapporti giusti” Lotito abbozza, si scusa. E l’anno dopo a soli 17 anni il figlio di Previti è inserito nella lista Champions della Lazio, come terzo portiere. Se di Umberto si perdono le tracce, la telefonata esemplifica i rapporti di Lotito con certa politica e imprenditoria romana: da Andreotti a Previti, fino al matrimonio con Cristina Mezzaroma, figlia del noto costruttore. La scalata di Lotito, titolare di un’impresa di pulizie, è irresistibile. Da quella famosa foto dell’imprenditore con la pistola arrestato nel 1992, fino all’acquisto della Lazio, avvenuto nel 2004 e ammortato l’anno successivo grazie alla legge ad personam che gli consente di spalmare 157 milioni di debiti con il fisco in 23 anni. In mezzo, sempre la politica. “Lotito è uomo per tutte le stagioni –racconta Guido Paglia, ex responsabile comunicazione Ciro e Lazio –, dalla fondamentale amicizia con Di Stefano (ex Ccd, Udc e ora Pd), alle commesse per le sue imprese di pulizia ottenute alla Regione Lazio con Storace”. Da destra a sinistra – “spregiudicato politicamente”, lo definisce Paglia –Lotito acquista la Salernitana con l’avvallo del sindaco De Luca (Pd), grande cerimoniere nel 2011 del suo insediamento. Ma poi nel 2013 per l’agognato salto in politica, sempre a Salerno cerca un seggio al Senato nel Pdl, tramite gli uffici del cugino della moglie, sposato con la Carfagna. E poi di nuovo a sinistra se, come scrive Dagospia , c’è il suo zampino in accordo col deputato Boccia (Pd) dietro la cordata che ha acquistato il Bari. “Perché il salto in politica – racconta Paglia – è la sua ossessione, e il calcio è il mezzo. Per questo si è buttato nel pallone, e da subito si è interessato a Tavecchio e ai Dilettanti. Perché lì c’è la base per un possibile consenso elettorale”.

 

 

E così tra una lieve squalifica per Calciopoli, le inchieste per bancarotta a Salerno e la recente condanna in via definitiva per omessa alienazione di partecipazioni societarie al momento dell’acquisto della Lazio (prescritto l’aggiotaggio), l’inarrestabile scalata del “re degli appalti”rischia ora di infrangersi a causa della telefonata a Iodice. Dieci anni dopo quella con Previti. “L’audio rubato? Voglio tutelarmi in ogni sede” La grande stampa sembra infatti avere improvvisamente scoperto il potere di Infront, l’advisor per i diritti tv che controlla il calcio, e quello del consigliere federale e multi- propietario, che di Infront è uomo di fiducia avendo orchestrato la rielezione in Lega di Beretta (quello che “conta zero”, perché lo controlla lui). Per questo Lotito non ci sta, e attacca duramente: “Ho dato mandato ai miei legali di tutelare la mia persona e la mia posizione istituzionale in sede giudiziaria, sia penale che civile, intendendo così reagire a una manovra subdola ed accertare la responsabilità del signor Iodice e di tutti coloro che hanno utilizzato, o diffuso, un colloquio telefonico abusivamente registrato”. Se la Procura federale decidesse infatti d’aprire un fascicolo, Lotito rischierebbe la decadenza immediata da tutti i ruoli federali: e addio trampolino di lancio per la politica. (Il Fatto Quotidiano)

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