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Lazio divina sul cammino dell’ex Santiago

Questo il commento della partita

di redazionecittaceleste

ROMA – Tre punti di tutti e Bastos. Decide l’angolano, il più indeciso nelle ultime due uscite biancocelesti fra Milan e Vitesse. Segna un difensore, il primo gol in A per l’ex Rostov. Appoggio in rete di una punizione ribattuta da Perin proprio sul coscione di Bastos. Inzaghi sorride e applaude perché lo aveva difeso in settimana e perché il centrale nei primi minuti aveva salvato con una scivolata in extremis la solita beffa di Marassi. Stavolta abbattuta la maledizione , la Lazio parte aggressiva, forse come mai in questa stagione. E vince e convince contro il Genoa alla quarta giornata di questo campionato. Strepitosa al 20′ un’azione che coinvolge tutti e, dopo il filtrante di Luis Alberto, porta alla conclusione di poco fuori di Basta. Tutti per uno, uno per tutti. Lo vuole Ciro. Ecco cosa significa chiamarsi bomber e dimostrarlo. Non solo nei gol. Il discorso motivazionale d’Immobile alla squadra nello spogliatoio prima di tuffarsi sotto la Lanterna è l’essenza del leader: «Ragazzi non dimentichiamoci mai lo spirito di squadra», urla a testa bassa in diretta tv. Altro che 100 presenze in A, altro che 100 gol, vale 100 di queste parole nel calcio.

PLOTONE

Nelle vene dei compagni scorre sangue unico: «Siamo scesi con l’atteggiamento giusto, pressando ed entrando in porta tutti insieme», spiega Milinkovic. Rulli di tamburo, ecco l’esecuzione del plotone. Sergej colonnello batte la punizione dal limite conquistata con furbizia da un sempre più smaliziato Murgia. Luis Alberto fa il velo e illumina anche in questa serata il cielo. Ma è tutta la Lazio ad accendersi come se avesse un comune contatore. E quando si spegne Lulic, ecco le urla di Radu. Nemmeno i senatori hanno il diritto di distrarsi. Eppure purtroppo riecco la solita sfortuna di Genova a mandare tutto in tilt: due sfortunate deviazioni proprio del rumeno e Pellegri va in gol.

GIUSTIZIA

Allora ancora una volta Inzaghi ha bisogno di metterci le mani. Non ci sono molte soluzioni in panchina, mancano Felipe e “sette” Nani. Allora riecco Caicedo, Leiva si sacrifica al centro della difensa al posto dell’ammonito de Vrij. La Lazio mette pure le ali Marusic e Lukaku, che si divora subito il raddoppio a porta vuota. Ma un minuto più tardi il belga si rifà con un assolo e due tocchi devastanti, così Immobile non sbaglia il nono e sopratutto – dopo il pari in scivolata di Pellegri – il decimo (il sesto in A) gol da solito centravanti. Ringraziamo il passaggio folle dell’ex Gentiletti, ancora laziale dentro. C’è una giustizia divina per una vittoria strameritata, Santiago subito.

Cittaceeleste.it

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