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Sangue e tabù infranti: la Lazio riparte

di redazionecittaceleste

 

di Lorenzo Ottaviani

 

ROMA – La Lazio vince, superando l’esame viola e facendo tornare il sorriso agli oltre 30 mila tifosi all’Olimpico. Si sapeva che non sarebbe stato semplice, i biancocelesti combattono per tutta la gara e portano a casa i tre punti contro una Fiorentina che ha cercato il pareggio fino alla fine. Il match winner è ancora lui, Ciro Immobile.

 

IL TABU’ SI ROMPE

Lazio che parte forte, con la volontà di azzannare subito la gara. Nel primo minuto di gioco buono strappo di Milinkovic a centrocampo, la palla arriva a Parolo che calcia da fuori di poco a lato. Passano tre minuti e la Lazio corre un rischio, con la conclusione murata di Pjaca: la Fiorentina fa capire di essere venuta a Roma con intenti bellicosi. Dopo un inizio intenso la gara vive di lampi, con le azioni nitide che latitano. Al 24′ Caicedo mette sul fondo di testa dopo aver raccolto un bell’assist di Marusic, al suo primo affondo della partita. Al 27esimo minuto Wallace rischia di combinare un pasticcio: il suo passaggio all’interno della propria area è tremendamente molle e diventa un assist per Benassi che, solo davanti a Strakosha, non riesce a batterlo. Sul corner successivo ancora l’albanese sbroglia la matassa, sul contropiede biancoceleste che ne segue Lucas Leiva prende un colpo al volto e perde sangue. Per Orsato non è fallo, e da quel momento la partita si fa più ruvida, tra contrasti e falli. Ma poi arriva il minuto 37, e la Lazio passa in vantaggio con l’uomo del gol: Ciro Immobile, che infrange il tabù viola battendo Lafont sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La banda Inzaghi sblocca una gara tesa e complicata. Sulla fine del primo tempo, la Fiorentina si lamenta per un contatto in area tra Acerbi e Simeone, ma l’arbitro di Schio non ravvisa nulla. La prima frazione si conclude sull’1-0.

 

CON LE UNGHIE E CON I DENTI

La ripresa vede ancora una partita aperta, tra due squadre che sembrano potersi far male da un momento all’altro. Caicedo e stanco e ammonito, per questo Inzaghi manda in campo El Tucu Correa. Ma parte meglio la Viola, che cerca il pareggio prima con Biraghi, poi con una conclusione di Milenkovic alta: entrambe le occasioni derivano da un affondo sulla sinistra di Chiesa, che annichilisce Wallace. Per questo Inzaghi corre ai ripari inserendo Luiz Felipe, più rapido, per il centrale ex-Monaco. Man mano che i minuti scorrono, la Lazio sente nelle gambe l’impegno di giovedì e perde in brillantezza. Su tutti, i più in difficoltà sono Lulic e Leiva, costretti agli straordinari in questi giorni. Occasione per Chiesa all’83esimo con un tiro da fuori, ma Strakosha è ancora sicuro e blocca. A tre minuti dal 90′ risponde la Lazio con Correa, entrato bene, che impegna Lafont con un bel destro. Nel recupero Acerbi salva in estirada su una palla velenosa che transitava pericolosamente in area, ma i biancocelesti soffrono fino alla fine. Il triplice fischio di Orsato è una manna dal cielo: la Lazio torna a vincere mettendo in cascina tre punti pesantissimi contro una buona Fiorentina.

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