Vergogna all’Olimpico, così non Var

Questo il commento al termine della sfida contro il Torino

di redazionecittaceleste

ROMA – Così proprio non Var. Ora basta con questi errori contro la Lazio, all’Olimpico in un mese con la tecnologia si paga solo dazio. Stavolta persino Olympian indignata scappa, il presagio che sarà un’altra giornataccia. Nonostante tutto, i ragazzi d’Inzaghi ci mettono gioco, cuore e anima e rimangono in dieci in partita. Ma Edera spezza col terzo gol tutti i sogni di rimonta. Niente aggancio al quarto posto, adesso però farsi rispettare dalla classe arbitrale è l’unica cosa che conta.

EVANESCENZA

Nel primo tempo la Lazio c’è, è pimpante e corre ovunque. Crea tantissime occasioni, soprattutto sulla fascia di Marusic, ma è il Torino ad avere paradossalmente le due più clamorose. Pronti, via, Belotti, servito da Iago Falque, colpisce un clamoroso palo interno a Strakosha battuto. Poi de Vrij diventa la sua ombra e il gallo non fa più chicchirichì. Al 25′ dunque è Molinaro a sfiorare il legno. Sull’altro fronte Luis Alberto sforna una magia dietro l’altra, danza sul pallone, ma i suoi filtranti vengono costantemente intercettati. Quindi al 42′ prova a fare tutto da solo su punizione: sulla sua conclusione a giro, vola Sirigu a deviarla. La gara però s’infiamma sul finale con Immobile protagonista.

PURA FOLLIA

Quasi allo scadere della prima frazione, scandaloso il rigore non fischiato per il fallo di mano in area di Iago Falque. E’ nettissimo e tutta la Lazio subito protesta. Sugli sviluppi Immobile, servito con lo scavetto da Milinkovic, colpisce con un siluro il palo. Poi si gira e, ancora nervoso per il penalty non assegnato, s’avventa su Burdisso che lo provoca e lo sfiora con un accenno di testata. L’arbitro Giacomelli viene richiamato dal Var Di Bello, ma non per il rigore bensì per l’espulsione di Ciro. Che arriva puntuale solo per il gesto.

RIPRESA

La Lazio non ci sta ed entra in campo con una rabbia fuori dal comune. Leiva diventa il trascinatore in campo e in contropiede per poco non trova il vantaggio. Poi invoca la voce della Nord, che fischia di continuo il Toro e tutta la terna arbitrale. Quindi si galvanizza Marusic, che spedisce una bomba rasoterra sull’esterno della rete. Più morbida e telefonata quella di Milinkovic. Sul ribaltamento di fronte però Berenguer salta Parolo e Bastos e trova l’angolino. Inzaghi mette in campo pure Felipe e Caicedo per provare a riprendere il match, ma il Toro raddooppia con Rincon all’incrocio su una palla persa da Luis Alberto. Lo spagnolo dà l’anima sino alla fine, fa uno scavetto da paese dei balocchi, ma Giacomelli decide il match coi tarocchi.

Cittaceleste.it

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