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Il ruggito del sergente: Milinkovic decisivo, ma può fare di più

Il ruggito del sergente: Milinkovic decisivo, ma può fare di più

L’asso serbo non ha brillato in questa prima parte di stagione, ma con il supergol di ieri ha regalato una vittoria che non verrà dimenticata facilmente

di cittacelesteredazione

di Simone Cesarei

ROMA- Tre punti fondamentali per dare una scossa alla stagione, su un campo in cui molte squadre faranno fatica a vincere: la Lazio che ieri ha affrontato il Verona torna a casa con quella soddisfazione di chi sa di essere una grande squadra. Nonostante la prestazione sia stata decisamente al di sotto delle possibilità dei biancocelesti, specialmente ricordando quella di Supercoppa, la Lazio torna a Roma con qualche certezza in più. La certezza di saper soffrire, di poter contare su un gruppo pronto ad aiutarsi a vicenda, e soprattutto di avere in rosa un campione assoluto. Quel Sergej Milinkovic Savic, ambito da mezza Europa, ma il cui futuro è sempre più biancoceleste. Minuto 89 al Bentegodi, ieri sera. Partita fino a quel momento brutta ed equilibrata, con occasioni da una parte e dall’altra. Negli ultimi 10 minuti di gioco però Sergej decide che è arrivato il momento di svegliarsi, dopo un primo tempo anonimo, è arrivato il momento di guidare i propri compagni. Prima un assist meraviglioso, in pallonetto, per Immobile, che manda però incredibilmente a lato e poi… la magia. Minuto 89, palla che arriva sui piedi del 21, leggermente defilato fuori dall’area, che non ci pensa due volte: carica e lascia partire un missile terra aria che si insacca alle spalle di Sorrentino. Delirio. Simone Inzaghi corre ad abbracciare il proprio sergente, una corsa che sa di liberazione. In una Lazio impacciata e quantomai priva di idee, ci voleva la giocata di un campione, ci voleva la giocata di Sergej per risolvere la pratica di un Chievo mai domo.

SERGENTE

Sergej

“Non guardo al mercato: ho firmato un nuovo contratto con la Lazio, e sono concentrato solo sulla Lazio”. Sergej allontana le voci, allontana le sirene tentatrici che arrivano da tutta Europa: il suo futuro è in biancoceleste. Dopo tutto come potrebbe fare Simone Inzaghi senza il proprio fuoriclasse? “Il gol di Milinkovic è stata una liberazione, volevamo fortemente questa vittoria, soprattutto dopo la Spal”. Una giocata da tre punti, quella di Sergej, un lampo nel buio di una prestazione da cancellare. Eppure si ha sempre l’impressione che possa fare ancora di più. Perchè nella mediocrità del gioco proposto ieri sera, anche il numero 21 sembrava l’ombra di se stesso: palloni persi, poca grinta, nessuna giocata di classe. Forse ci ha abituati troppo bene, ma i tifosi della Lazio si aspettano ancora di più da lui. In una stagione dove Inzaghi dovrà fare a meno delle geometrie di Biglia e della qualità di Keita, con il mercato che, a meno di clamorosi sviluppi, non sembra in procinto di regalare grandi colpi, c’è bisogno della fantasia e dell’imprevedibilità di un giocatore che in campo ha dimostrato di poter fare quello che vuole. Aspettando che arrivi il gioco, la Lazio può contare sul proprio sergente.

Cittaceleste.it

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