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Nipote Generale Vaccaro: “Si oppose alla fusione con la Roma, ad ogni derby guardo il cielo e lo ringrazio”

Lazio-Roma, il derby inserito nella classifica dei 10 più caldi del mondo

ROMA – Nel giorno del compleanno della Lazio, il nipote del Generale Vaccaro ha ricordato suo nonno. Ecco le parole di Paco riportate da Il Tempo: «Io ho 37 anni, fino ai 20 anni per me era nonno Generale. Poi, quando al Centenario della...

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ROMA - Nel giorno del compleanno della Lazio, il nipote del Generale Vaccaro ha ricordato suo nonno. Ecco le parole di Paco riportate da Il Tempo: «Io ho 37 anni, fino ai 20 anni per me era nonno Generale. Poi, quando al Centenario della Lazio ho visto la gigantografia in Tribuna Tevere, ho realizzato definitivamente. Lui è nato nel 1892, è stato il dirigente sportivo che ha vinto di più dal ’30 al ’39. Con l’Italia si è portato a casa due Mondiali e una medaglia olimpica di calcio. Che significa essere il nipote del Generale Vaccaro? La lazialità sicuramente, ma anche il concetto di rappresentare Roma, perché lui nel tempo è riuscito a sviluppare politiche sportive in ambito calcistico. Ai tempi Mussolini gli disse “prendi in mano lo sport italiano e vinci”. E lui ha vinto tutto. Per me questo è motivo di grande orgoglio. Nel 1927 evitò la fusione con la Roma, io ad ogni derby alzo gli occhi al cielo e lo ringrazio. In quel periodo arrivarono altre persone con l’idea di fondere più società. Mio nonno disse chiaramente “va bene, basta che si chiami Lazio”. Foschi invece spingeva affinché prendesse il nome Roma. A quel punto il Generale si oppose. Io sono cresciuto con i racconti di mio padre sulla fusione impedita: nonno era un uomo di sport, ma soprattutto amava i tifosi, li considerava linfa vitale. E con quel gesto tutelò tutti i sostenitori della Lazio. Sicuramente si sarebbe schierato per lo scudetto del 1915, era innamorato dei nostri colori». Intanto Palombi è in viaggio per Salerno: CONTINUA A LEGGERE

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