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QDL – Santoni: “Italia, non fallire l’esame di maturità”. Vulpis: “Tamponi? Lotito non commette certi errori”

Le parole

di redazionecittaceleste

ROMA – Doppio ospite, oggi, a Quelli della Libertà: la trasmissione radiotelevisiva di Cittaceleste TV e Radiosei. Ecco le dichiarazioni.

Andrea Santoni (Corriere dello Sport): “Una decina di anni fa c’è stata una pandemia economica, ora sanitaria, non mi pare che gli insegnamenti della storia abbiamo modificato il modo di operare del calcio. Stasera per la nazionale c’è un piccolo esame di maturità da non fallire. Sarà la stessa formazione di Italia-Polonia con Berardi al posto di Bernardeschi. La Bosnia ha diverse assenze, c’è una palla alta da schiacciare, per stasera sono fiducioso. Questa nazionale ha buone prospettive, non arrivo a dire ottime visto la difficoltà di imporsi in un competizione come l’Europeo. Serve un po’ di fortuna, ma questi due anni di Mancini sono stati praticamente perfetti. La squadra era 21/esima nel ranking, ora è avviata a tornare nelle prime 10 del mondo. Per andare oltre servono alcune sicurezze ed un attaccante come Immobile che si avvicini ai livelli di score che ha con la Lazio. Rinnovo Mancini? Lui ha un quadriennio assicurato e non sono tanti gli allenatori che sono stati così longevi. Si era dato questo orizzonte, penso che per ora si restare a questo. Non credo avere senso andare oltre in questo momento”.

rassegna stampa: Roberto Mancini

Marcel Vulpis (Sporteconomy): “Sinceramente per quel poco che conosco Lotito non credo che possa fare degli errori grossolani o ordire una trama criminale sulla questione tamponi. Poi magari alcune scelte sono state fatte al risparmio, ma questo è un suo diritto. La struttura di Avellino è certamente accreditata, ma è chiaro che non stiamo trattando di un colosso mondiale come Abot, per fare un esempio. I costi settimanali per i tamponi sono altissimi, il calcio sta spendendo centinaia di migliaia di euro per una questione non prevista. Su questo tema specifico, forse è necessario non badare a spese per non rischiare contestazioni. Buco di 770 milioni di euro del nostro calcio? Una forma di ricavo è quella delle sponsorizzazioni, può sembrare incredibile ma il numero è aumentato, ma ora ci sono contratti con una serie di clausole vincolate all’evoluzione del Covid nel calcio. Il rischio è che ci possano essere delle forti compensazioni economiche con il rischio di un bagno di sangue a fine stagione per tutti. Poi c’è la questione dei diritti tv, prima le banche prendevano il rischio di anticipare le fatture ai club. Ora questo meccanismo è a rischio, così come il valore delle rose si sta valutando con la conseguenza che non si potranno più fare le plusvalenze di qualche tempo fa. Chi si salva? Le proprietà solide come i Percassi, gli Agnelli e tutti quei gruppi che immettono soldi nei club. Prevedo una grande trasformazione delle proprietà dei club, troveremo sempre di più i veri ricchi. Cordate o gestioni di introiti non esisteranno più. Il nostro paese è sotto stress da nove anni dal punto di vista economico”.

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