Le corteggiatrici ora s'interrogano sulle condizioni fisiche del giocatore biancoceleste. Confermata la diagnosi dell'ematoma alla tibia

ROMA - Ogni scricchiolio ormai fa tremare pure le casse della Lazio. De Vrij non gioca, abbandona il ritiro dell’Olanda e torna a Roma: stavolta non c’entra il ginocchio, ha un’ematoma alla tibia. Confermata la diagnosi dei medici orange anche dagli esami effettuati ieri in fretta e furia dallo staff biancoceleste. Inizialmente si temevano nuovi problemi alla cartilagine, invece c’è solo un versamento da smaltire in una settimana piena. Meglio così, niente Bulgaria e nemmeno l’amichevole contro l’Italia. Non certo il miglior rientro di de Vrij in Nazionale, dopo un anno e mezzo di latitanza. Eppure la Lazio tira un altro sospiro di sollievo. Inzaghi per il derby (il difensore potrebbe essere tenuto a riposo col Sassuolo), Lotito e Tare per giugno. Da scongiurare a tutti i costi ulteriori ricadute prima della cessione. Scontata, ma ora anche le corteggiatrici cominciano a interrogarsi sulle condizioni fisiche di Stefan. Ecco perché - scrive IlMessaggero - forse a ottobre la società aveva acconsentito, senza batter ciglio, a una prelazione da 35 milioni per lo United. Ecco perché, nonostante l’ottimo rapporto con l’agenzia Seg, non c’è nessun pressing sul rinnovo (scadenza 2018). Ecco perché si spera che si scateni un’asta con Everton e Chelsea e non si rimanga alla fine con una “misera” proposta da 15 milioni dell’Inter. La qualità di de Vrij è indiscussa, l’età dovrebbe essere una garanzia. Invece, dopo un anno di stop e il terribile intervento, il 25enne è costretto da settembre a gestirsi di continuo e ad approfittare di altri infortuni per sottoporsi a cure specifiche. Meno male che cresce Hoedt (esordio orange nel secondo tempo) e che Wallace e Bastos (adesso con l’Angola) sono già due acquisti azzeccati per il futuro. Ma il mercato non finisce qui: CONTINUA A LEGGERE

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