IL TEMPO Il derby di campionato all’orizzonte (9 febbraio), quelli di Coppa Italia da inseguire con tutte le forze nella notte del San Paolo. Stasera c’è Napoli-Lazio, una sfida che vale un posto per sfidare la Roma in semifinale e, complice il calendario, per giocare tre stracittadine nel giro di…

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Il derby di campionato all’orizzonte (9 febbraio), quelli di Coppa Italia da inseguire con tutte le forze nella notte del San Paolo. Stasera c’è Napoli-Lazio, una sfida che vale un posto per sfidare la Roma in semifinale e, complice il calendario, per giocare tre stracittadine nel giro di soli sette giorni. Una eventualità che poco piace ai tifosi (troppi soldi da spendere oltre che troppe tensioni ravvicinate), meno al prefetto di Roma che si vedrebbe costretto a far disputare in notturna la madre di tutte le partite della Capitale. La Lazio è attesa all’impresa impossibile di passare a Napoli contro una squadra non al top della condizione ma capace lo stesso di avere ben 16 punti in più dei biancocelesti. Oltre ai problemi tecnici, Reja deve fare a meno di tanti titolari con Klose ultimo in ordine di tempo ad alzare bandiera bianca per l’influenza che ha debilitato pure Candreva costretto alla panchina. Largo quindi al baby attacco (Anderson, Perea e Keita, 58 anni in tre) con solo due punte convocate dopo la partenza di Floccari per Sassuolo in attesa di buone notizie dal mercato, così come troveranno spazio Novaretti e Ciani. Reja ci crede comunque anche se farà turnover: «Davanti non abbiamo altre alternative: Perea, Felipe Anderson e Keita. A metà campo ho diverse soluzioni come Ledesma e Onazi. Biava ed Hernanes non stanno benissimo, Konko aveva un tendine infiammato. Mai come stavolta la formazioni la farà il medico. Voglio mettere giocatori che stanno bene fisicamente. Abbiamo 50% di possibilità noi, altrettante il Napoli. Chi scenderà in campo darà sicuramente battaglia».

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Di certo stasera Bryan Perea si gioca una grande possibilità di mostrare il suo valore: «Tutte le volte che è stato impiegato – spiega il tecnico biancoceleste – ha risposto sempre presente. Ha fatto buone prestazioni, è sempre lì davanti, vede la porta. Ha voglia ed entusiasmo, cosa molto importante. L’obiettivo resta l’Europa e la Coppa Italia per certi versi è la via più breve per trovare un posto nelle coppe: «È vero, anche se mi dispiace avere questi intoppi perché avrei messo la stessa formazione, anche la stessa di domenica, al di là del derby che potrebbe essere un altro fattore importante in Coppa Italia. Sarebbe bello poterlo fare, toglie energie. La squadra sta crescendo, come mentalità, lo abbiamo visto contro la Juve. Ho un po’ di problemi di formazione, ma nella partita secca può succedere tutto. Io sono convinto che a Napoli faremo la partita con grande ritmo. I ragazzi ci credono, chiunque scenderà in campo, darà il massimo».

L’avversario gli ispira ricordi dolci, Napoli è stata la sua casa per tanti anni, ora ci torna da avversario dove non ha mai vinto: «Loro hanno una qualità offensiva importante, soprattutto Callejon, attacca gli spazi, te lo perdi sempre, si trova sempre all’appuntamento. Giocano sempre con Insigne, fanno i tornanti ma sono giocatori prevalentemente offensivi. Hanno anche delle parti deboli che dovremo sfruttare quando ci capiteranno le possibilità. Benitez? Ci siamo sentiti un mesetto fa, poi a inizio campionato sono andato a trovarlo e mi ha fatto vedere tutti i suoi lavori a livello tattico. È uno spagnolo-italiano, secondo me è un allenatore molto preparato».

Infine uno sguardo al futuro: «Quando recupererò tutti il mio pensiero è ritornare alla difesa a quattro, per dare un po’ di soluzioni diverse in avanti. Una volta che rientra Radu potrei optare per l’altra soluzione». Intanto stasera stesso schema anti-Juve, difesa a tre e voglia di passare il turno nonostante le assenze e regalarsi una settimana di derby.

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