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Akpa Akpro: ascesa, declino e rinascita. Storia e curiosità di JD

La storia e le curiosità di Akpa Akpro

di redazionecittaceleste

ROMA – Akpa Akpro ovunque, è lui il personaggio del momento dopo la rete segnata martedì in Champions League al Borussia Dortmund. L’edizione odierna del Corriere dello Sport dedica all’ivoriano tutta la pagina 13, con contenuti che ne riassumono la storia mettendo in luce curiosità sul JD. Potete chiamarlo anche così. Il suo agente Riva, ai microfoni di Gianlucadimarzio, ha specificato che non è esploso tardi bensì due volte, mai descrizione fu più azzeccata: a 23 anni era già capitano del Tolosa (dove ha collezionato 124 presenze) e nel 2015 si è laureato campione d’Africa con la Costa d’Avorio. Obiettivi non da poco, o comunque di un giocatore già affermato. Poi il declino per una brutta pubalgia. Ma quando ti fai apprezzare – come uomo prima che come calciatore – una possibilità ti viene sempre concessa: Drogba ha mediato per far sì che Pastorello potesse trovargli una nuova collocazione. A Salerno la rinascita, a Roma la consacrazione, la seconda in carriera.

Notizie Lazio – Akpa-Akpro

LE ORIGINI – Viene da una famiglia di calciatori, tutti i suoi fratelli hanno giocato a pallone ma lui si è distinti fin dall’inizio. Jean-Louis, il secondo genito della famiglia Akpa Akpro, lo allenava come portiere, ma il ruolo gli stava stretto, JD aveva voglia di correre e partecipare al gioco: “Sapevo che sarebbe diventato un calciatore professionista, ma non gliel’ho mai detto. Giocavamo tutto il giorno, in casa abbiamo rotto tante di quelle cose…” ha rivelato. È stato Alain Casanova a portarlo nella prima squadra del Tolosa, dove diventerà capitano: “Ha dato tanto al Tolosa ed il suo potenziale è grande”.

CURIOSITA’ – Padre di due figli e ballerino: Akpa Akpro è un appassionato di tektonik. Il coraggio, il cuor leggero e la purezza d’animo sono le sue doti più belle, quelle che tanto hanno colpito l’amico Drogba. Il gol segnato martedì è valso 200 mila euro, un acquisto più che low cost per la Lazio, a cui si aggiungono i 300 mila euro annui che attualmente percepisce come ingaggio. Il minimo sindacale.

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