(CDSERA) - Promosso, dal campo. Proprio come il suo gemello-gioiello, Balde Keita, talento senza età che ha appena inaugurato la carriera nel grande calcio tagliando il nastro a Parma con un grande gol. Ora è il turno di Mamadou Tounkara, 18 anni il prossimo 19 gennaio, aspirante Balotelli e, per…

(CDSERA) - Promosso, dal campo. Proprio come il suo gemello-gioiello, Balde Keita, talento senza età che ha appena inaugurato la carriera nel grande calcio tagliando il nastro a Parma con un grande gol. Ora è il turno di Mamadou Tounkara, 18 anni il prossimo 19 gennaio, aspirante Balotelli e, per questo, anche lui silurato dalla «cantera» del Barça. Perché laggiù, nella terra del falso «nueve», non c’era spazio per un «nueve» autentico e quindi a gennaio del 2012, dopo la trafila iniziata a soli 8 anni, il club catalano lo liquidò con un «buona fortuna e a mai più». Come l’interista Mauro Icardi, un altro degli epurati inspiegabili.
Alla stessa stregua di Keita, la scusa fu di carattere disciplinare: una mattina Tounkara si svegliò tardi, saltò la scuola e, siccome al Barça le regole sono tutto (forse troppo), fu mandato sei mesi in prestito al Farnes, campionato catalano. Dove vinse la competizione segnando gol a grappoli, ovviamente. Ma la frittata era fatta e l’addio deciso. La Lazio ci si tuffò a pesce pensando a una super operazione a zero euro. Perché l’attacco biancoceleste è ufficialmente in panne: Klose è malconcio, Floccari non segna e a Formello il centravanti è diventato merce rara e preziosa. Così Petkovic ha deciso: anche Tounkara può fare il grande salto e già da gennaio raggiungere Keita tra i big. Ora pure la Lazio ha i suoi gemelli del gol.
Del resto lo ha seguito passo dopo passo, ci ha parlato a lungo restando piacevolmente impressionato dal carattere mite a dispetto del fisico imponente, della grinta da leone in campo e dell’idolo personale, quel Mario Balotelli testa calda per antonomasia, omaggiato con il «45» issato sulle spalle. Petkovic in estate lo volle nel ritiro di Auronzo con la prima squadra, aveva già capito che nel colosso emigrato dal Senegal insieme ai genitori nel 2004 (ma anche con passaporto spagnolo) c’era stoffa in abbondanza.
Lo scatto in più deriva da una constatazione recente quanto il brillante debutto di Keita al fianco di Klose&Co: cioè che adesso tutto questo talento ha necessità di svoltare, ha completato il ciclo tra i giovani ed è pronto a fare la differenza anche tra i «vecchi». Nel senso: se rimane tra i ragazzi può fare la fortuna di Alberto Bollini e della sua Primavera scudettata (ieri doppietta del ragazzo a Crotone nella vittoria per 6-1), ma sicuramente non può migliorare ulteriormente. Adesso Tounkara ha bisogno di confrontarsi con la serie A per crescere ancora.

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