(IL TEMPO) - Sfatare il tabù trasferta, confermare i progressi mostrati a Parma e soprattutto ritrovare il giusto passo in serie A, dove la Lazio ha ottenuto una sola vittoria (2-0 al Cagliari lo scorso 27 ottobre) e appena 7 punti negli ultimi due mesi. Sono tanti i motivi di…
(IL TEMPO) - Sfatare il tabù trasferta, confermare i progressi mostrati a Parma e soprattutto ritrovare il giusto passo in serie A, dove la Lazio ha ottenuto una sola vittoria (2-0 al Cagliari lo scorso 27 ottobre) e appena 7 punti negli ultimi due mesi. Sono tanti i motivi di interesse della sfida di scena oggi pomeriggio a Marassi tra la nuova Sampdoria dell’ex biancoceleste Sinisa Mihajlovic e la nuova Lazio di Vladimir Petkovic.
Nuova, sì, perché negli ultimi giorni il tecnico di Sarajevo ha preparato una sorprendente rivoluzione tattica, mettendo da parte l’ormai collaudato 4-3-3 scelto per questa seconda stagione alla Lazio e testando un inedito 3-4-3, sistema utilizzato dall’allenatore nelle esperienze passate. Una scelta coraggiosa e forse temeraria, perché due settimane fa a Parma – dopo tanti esperimenti e nonostante l’ennesima prestazione altalenante del Profeta Hernanes – la Lazio sembrava finalmente aver trovato la giusta quadratura, anche e soprattutto grazie alla freschezza atletica e all’interpretazione tattica fornita nel tridente offensivo dal giovane Keita, indiscutibile valore aggiunto per la squadra biancoceleste.
Perché allora cambiare? Forse per favorire la convivenza tra l’indispensabile Radu, il rientrante Lulic e l’attaccante spagnolo, o forse per ovviare al problema Hernanes e spostare la forza propulsiva della Lazio dal centro alle fasce. Per Petkovic, d’altronde, la «svolta» promessa prima della sosta per le nazionali non sarà rappresentata dal modulo, bensì dai giocatori impiegati. «In quindici anni di panchina ho utilizzato diversi sistemi – ha sottolineato il tecnico della Lazio – solo domani (oggi, ndr) sceglierò la formazione titolare, ma i principi restano sempre gli stessi: sono i giocatori che fanno la tattica».
Un’osservazione lapalissiana, ma la sostanza non cambia. Stando agli esperimenti degli ultimi giorni, oggi la Lazio sfiderà la Sampdoria con un coraggioso 3-4-3 e un imperativo categorico: tornare a Roma con i tre punti e cancellare il trend negativo lontano dallo stadio Olimpico dove nel 2013 i biancocelesti hanno raccolto appena 9 punti in 16 partite di campionato. «Bisogna ripartire – ha sottolineato Petkovic – il resto conta poco. La Samp ha un nuovo tecnico, i giocatori avranno grandi stimoli, ma da qui a Natale noi abbiamo un obiettivo chiaro: raccogliere il maggior numero di punti possibile perché finora avremmo meritato qualcosa di più».
I problemi sono noti, a partire dal più grande, la scarsa vena realizzativa degli attaccanti. «Non siamo cinici – ha ribadito Petkovic – ma abbiamo fatto progressi e siamo ancora in crescita. Chi è rimasto qui durante la sosta sta molto bene, gli altri devono lavorare e lo faranno. Intanto però ci servono i tre punti». E per conquistarli Petkovic potrebbe lasciar fuori tutti i nuovi acquisti («Ma Anderson e Perea sono giovani e bisogna aver pazienza») per rilanciare la vecchia guardia insieme alla nuova stella Keita: «Ha talento, ma deve restare con i piedi per terra, lavorare e ascoltare i vecchi». E magari segnare un altro gol a Marassi: la Lazio ne ha proprio bisogno.
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