Candreva regala alla Lazio un’ultima giornata ad alta tensione. Si è illuso l’Olimpico quando sul maxi-schermo è apparso il risultato di Udine: Atalanta in vantaggio e, quasi contemporaneamente, Floccari in gol. La doppietta di Di Natale ha gelato i tifosi. Ma le speranze sono ancora vive: tutto si deciderà domenica…
Candreva regala alla Lazio un’ultima giornata ad alta tensione. Si è illuso l’Olimpico quando sul maxi-schermo è apparso il risultato di Udine: Atalanta in vantaggio e, quasi contemporaneamente, Floccari in gol. La doppietta di Di Natale ha gelato i tifosi. Ma le speranze sono ancora vive: tutto si deciderà domenica prossima, con l’Udinese che dovrà fare visita all’Inter e la Lazio che affronterà il Cagliari a Trieste. Sulla carta, un turno più favorevole ai ragazzi di Pertkovic che a quelli di Guidolin. La differenza reti negli scontri diretti vede in vantaggio la Lazio sui friulani. Insomma, l’aggancio che equivarrebbe a un sorpasso è ancora possibile. Una possibilità propiziata dalla straordinaria prestazione di Candreva, l’uomo in più della Lazio in questo finale di campionato. Ieri da un suo angolo è nato il gol di Floccari (conclusione di Klose); ed è stato lui a chiudere i conti trasformando quasi sul fischio finale il rigore concesso per l’atteramento di Onazi («cucchiaio» con il povero Da Costa da tutt’altra parte).
DOMINATORE – <Candreva è stato il vero dominatore della gara. E lo è stato interpretando ruoli diversi perché quando Dias ha rilevato l’acciaccato Radu, la Lazio si è sistemata con tre difensori, Gonzalez sulla fascia destra e Lulic su quella sinistra. A quel punto Candreva ha abbandonato la posizione di ala (destra) per andare a ricoprire quella di mezz’ala (sinistra). Ma cambiando posizione il suo risultato non è cambiato: sempre il migliore in campo, sempre devastante con le sue accelerazioni improvvise. Delio Rossi per la disperazione è stato costretto a rinunciare allo stranito Simon Poulsen che nel confronto con il laziale sembrava correre con il freno a mano tirato. E’ andata meglio a Berardi visto che solo per 18 minuti è stato obbligato a confrontarsi con Candreva. Non è un caso che il raddoppio finale sia arrivato grazie ai due migliori: Onazi (che si è procurato il rigore) e, appunto, Antonio.
RITMI – Va detto chiaramente: non è stata la migliore partita della Lazio (e meno ancora della Samp). Troppi condizionamenti: meteo (faceva caldo) e sentimentali (il ritorno di Delio Rossi acclamato dalla Curva Nord come un vecchio amico; l’addio di Brocchi, calorosamente ringraziato per tutto quello che ha dato in questi cinque anni laziali). E ancora: doriani piuttosto scarichi visto che sono entrati sul terreno di gioco avendo la certezza della permanenza in serie A. Delio Rossi ha cambiato la squadra tenendo in panchina alcuni titolari, a cominciare dal portiere Romero, una vera sciagura nelle ultime partite. Ma a parte Sansone (che si è battuto con grande ardore) e Poli (che, però, dopo ventisei minuti della ripresa è stato costretto a lasciare il campo vittima dei crampi), tutti gli altri sono apparsi o poco motivati (Icardi, ad esempio, che comunque ha colpito una traversa) o distratti (Gastaldello, che ha tenuto in gioco Floccari in occasione del primo gol e abbattuto Onazi fornendo a Romeo l’occasione per fischiare il rigore del raddoppio). Rossi non è stato fortunato perché ha terminato praticamente in nove, con Rossini in campo a far numero (tutti i cambi erano stati già fatti) ma con un piede in meno e con Renan che si faceva cacciare dopo essersi evidentemente espresso con eloquio non proprio oxfordiano nei confronti dell’arbitro.
SCELTE – Qualche novità l’ha regalata anche Petkovic che da un lato ha confermato il modulo con due punte ma dall’altro ha deciso di rinunciare al doppio regista (Ledesma, più arretrato, Hernanes, più avanzato) per inserire un vero mediano, Onazi (a Milano il centrocampo era apparso un po’ scoperto). Nonostante le fatiche di una stagione piena di appuntamenti, la Lazio non sembra eccessivamente stanca. Il nuovo modulo a due punte garantisce maggiore efficacia offensiva ma obbliga alla ricerca di nuovi equilibri soprattutto in vista della finale di Coppa Italia con la Roma.
Corriere dello Sport
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