LONDRA – Come a Nizza. Un gol di Klose e due prodezze di Marchetti, a fuochi spenti, per conservare il risultato nel finale confuso. Piegate le aquile del Crystal Palace. La Lazio ha vinto a Londra l’ultima amichevole di preparazione alla finale di Supercoppa, offrendo segnali di crescita e la…

LONDRA – Come a Nizza. Un gol di Klose e due prodezze di Marchetti, a fuochi spenti, per conservare il risultato nel finale confuso. Piegate le aquile del Crystal Palace. La Lazio ha vinto a Londra l’ultima amichevole di preparazione alla finale di Supercoppa, offrendo segnali di crescita e la sensazione di essere quasi pronta per la Juve. E’ mancato il colpo del ko, ma per un’ora buona la squadra di Petkovic è stata padrona del campo e ha dimostrato progressi nella manovra offensiva, conservando la consueta tenuta difensiva. Ha un centrocampo super la Lazio e ieri al Selhurst Park, lo stesso stadio dove la banda Chinaglia aveva giocato nel torneo anglo-italiano del ‘73, Petkovic ha messo in campo tutti i suoi palleggiatori, aggiungendo Hernanes a Biglia e Ledesma. Il Profeta si è illuminato a intermittenza, il capitano ha sgobbato come al solito, ma tra le vecchie colonne della squadra biancoceleste ha colpito soprattutto la classe del play arrivato dall’Anderlecht, essenziale nel far girare il pallone e con i tempi giusti in qualsiasi zona del campo, ci fosse da addormentare il gioco o da inserirsi in avanti per accompagnare l’azione. E’ un centrocampista totale, si è anche sacrificato per convivere con gli altri due, dimostrando autorevolezza e personalità. Ha scalato in fretta le gerarchie e di sicuro troverà posto tra i titolari domenica scalzando Onazi e Gonzalez, che tornerà dal Giappone solo un giorno prima della finale di Supercoppa.

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TRE REGISTI – Petkovic ha dissipato qualsiasi interrogativo risolvendo il ballottaggio con Ederson a favore di Hernanes, così ha rinunciato al 4-2-3-1 provato nei giorni scorsi a Fiuggi. S’è rivista una Lazio molto simile a quella della stagione passata: Ledesma davanti alla difesa, il Profeta mezz’ala sinistra e Biglia sul versante opposto. Tre playmaker, neppure un cursore. L’argentino ha dimostrato subito di essere il più dinamico tra i tre registi della squadra biancoceleste, che spesso si scambiavano le posizioni. Modulo ibrido e ballerino, perché il classico 4-1-4-1 spesso si è trasformato nel 4-3-3 con Candreva e Lulic più vicini a Klose e pronti a rientrare. Chiaro l’obiettivo di Petkovic: regalare maggiore profondità all’attacco. Il centrocampo è stato messo sotto pressione solo in avvio dal Crystal Palace. Muscoli e corsa, ma poco costrutto per gli inglesi, neopromossi in Premier. Meglio le aquile della Lazio, capaci di esprimere una qualità enorme nel palleggio. Sono bastati pochi minuti per prendere il controllo della partita e al dodicesimo è arrivato puntuale il gol di Klose. Sberla di Candreva dai venti metri, Speroni non ha trattenuto e il tedesco con un tap-in ha depositato in rete. La Lazio non si è fermata, governava il pallone a suo piacimento e sono fioccate altre occasioni: Konko ha quasi segnato da posizione impossibile, Hernanes ci ha provato dalla distanza, Candreva ha peccato d’egoismo non servendo Klose e sugli sviluppi della stessa azione il tiro di Lulic è stato respinto sulla linea. Dietro, nessun rischio.

TREQUARTISTA – Dopo l’intervallo Petkovic ha tolto Ledesma e ha inserito Ederson, abbassando Hernanes sulla stessa linea di Biglia, passando al 4-2-3-1. L’argentino si è trovato subito la palla buona per il raddoppio, ma è stato murato da Speroni. Sono entrati Onazi, Cavanda, Floccari e poi anche Gonzalez. Dietro, senza Biava e Dias, è stata commessa qualche leggerezza e la partita negli ultimi venti minuti s’è trasformata in un allenamento. Il Crystal Palace era proiettato all’assalto nel tentativo di pareggiare, la Lazio si è arroccata. Gayle, che si era mangiato un gol a porta quasi vuota, non aveva fatto i conti con Marchetti, abilissimo in uscita a respingere il suo diagonale. Il portierone laziale, subito dopo, si è disteso in tuffo e ha messo in angolo il colpo di testa ravvicinato di Phillips. Un solo gol subìto nelle ultime cinque amichevoli (comprese Spezia e Siena) e un messaggio a Tevez: per i bianconeri sarà dura segnare all’Olimpico.

Crystal Palace-Lazio 0-1
CRYSTAL PALACE (4-2-3-1): Speroni 5; Ward 5,5 (1′ st Dikgacoi 6) Gabbidon 5 (1′ st Ramage 5,5) Delaney 5,5 (32′ st Boateng sv) Moxey 6 (30′ st Jerome Williams sv); Jedinak 6 (25′ st Wynter sv) Garvan 5,5 (1′ st O’ Keefe 6); Dobbie 5,5 (1′ st Grandin 6) Jonny Williams 6 (1′ st Bolasie 6) Thomas sv (23′ pt de Silva 6, 1′ st Phillips 5); Wilbraham 6,5 (1′ st Gayle 5,5). A disp. Fitzsimons. All. Hooloway 6
LAZIO (4-1-4-1): Marchetti 7; Konko 6 (19′ st Cavanda 6) Biava 6,5 (1′ st Novaretti 6) Dias 6,5 (1′ st Cana 6) Radu 6; Ledesma 6 (1′ st Ederson 6); Candreva 6 (43′ st Rozzi sv) Biglia 7 (19′ st Onazi 6) Hernanes 6 (32′ st Gonzalez sv) Lulic 6; Klose 7 (19′ st Floccari 6). A disp. Bizzarri, Strakosha, Ciani, Keita. All. Petkovic 6,5
ARBITRO: Dowd 6
Guardalinee: Kirkup e Holderness
Quarto uomo: Muge
MARCATORI: 12′ pt Klose (L)
NOTE: Spettatori circa 10 mila. Angoli 8-5 per la Lazio.

Corriere dello Sport

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