Corre e sorride, è sceso in campo subito, è stato tra i primi a farlo. Corre nel futuro di questa stagione appena iniziata, sarà lunga, partirà con la finale di Supercoppa Italiana, si concluderà con il Mondiale 2014. Miro Klose è tornato a Roma, stamane effettuerà le visite mediche, ieri…

Corre e sorride, è sceso in campo subito, è stato tra i primi a farlo. Corre nel futuro di questa stagione appena iniziata, sarà lunga, partirà con la finale di Supercoppa Italiana, si concluderà con il Mondiale 2014. Miro Klose è tornato a Roma, stamane effettuerà le visite mediche, ieri pomeriggio si è recato all’Isokinetic, ha effettuato i test previsti. Klose stasera sarà sul palco di Piazza San Silvestro con gli altri compagni, la nuova maglia l’ha indossata e gli sta benissimo. E’ un anno cruciale, può diventare d’oro. Miro ha tanti traguardi da tagliare con la Lazio e con la Germania: Supercoppa, corsa-Champions, Europa League, Coppa Italia, Mondiale in Brasile, i record da centrare (miglior realizzatore della Nazionale e miglior marcatore ai Mondiali). Ha tanti sogni, il Kaiser. Si è rilassato in Sardegna con la famiglia, ha ricaricato le batterie. A giugno ha compiuto 35 anni, non ha mai considerato l’età come un peso. Miro corre, ha iniziato così la terza stagione biancoceleste, potrebbe essere l’ultima, ma non è detto.

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IL CONTRATTO – L’accordo siglato nell’estate 2011 scadrà il 30 giugno 2014, come vola il tempo. Klose non smette di stupire, deciderà il suo futuro a fine stagione, sa che la Lazio lo stima, gli vuole bene, gli deve molto. Lotito e Tare tempo fa aprirono alla possibilità di offrire il rinnovo al tedesco. Miro firmerà se si sentirà ancora motivato e pronto. Ormai lo conosciamo bene, la fame di gol non lo abbandona mai. E’ nato centravanti, giocherà fin quando ne avrà voglia. E’ un numero uno vero, un campione unico, ha portato il suo esempio a Formello, è un maestro per i giovani. Klose è un uomo vero prima che un calciatore, alla sua scuola studieranno talenti del calibro di Rozzi, Keita, Perea e Tounkara. Saranno in ritiro da domani, si alleneranno con Miro, gli faranno da vice quando servirà. Rozzi l’ha confessato di recente, in ogni seduta di lavoro ha cercato di rubare i segreti del mestiere a Klose. Miro, con l’umiltà che lo contraddistingue, non si è mai sottratto, ha sempre aiutato i ragazzi, i più giovani. E’ stato lui, senza che nessuno lo chiedesse, ad avvicinarsi a loro, a consigliarli, a spingerli a dare il massimo. Miro non insegna solo come si fa gol, come si aspetta il pallone in area, come si ruba il tempo all’avversario e si polverizza il portiere. No, lui insegna l’arte speciale della semplicità.

Corriere dello Sport

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