CDS – Una marea Lazio in fila per un sogno

Iniziamo dalla fine. L’apoteosi si consuma intorno alle 19, quando entrano sul campo Fersini i calciatori della Lazio. Ederson, Ledesma, Biava, Hernanes e via via tutti gli altri. A chiudere il gruppo da vero leader Vladimir Petkovic a ringraziare e ad applaudire il popolo biancoceleste che si era radunato a…

di redazionecittaceleste

Iniziamo dalla fine. L’apoteosi si consuma intorno alle 19, quando entrano sul campo Fersini i calciatori della Lazio. Ederson, Ledesma, Biava, Hernanes e via via tutti gli altri. A chiudere il gruppo da vero leader Vladimir Petkovic a ringraziare e ad applaudire il popolo biancoceleste che si era radunato a Formello per infondere alla squadra lo spirito giusto, quello necessario per compiere un’impresa. I volti dei calciatori sono distesi: Radu si presenta con una t-shirt a maniche corte, Cana sembra guardare dritto negli occhi ciascuno dei quasi tremila tifosi presenti. Giusto il tempo di una passerella, ma di straordinaria intensità. I calciatori sanno che la strada per scrivere una pagina gloriosa nella storia della Lazio è in salita. Il popolo biancoceleste, esiliato in cattività fuori dallo stadio per decisione dell’Uefa, ha deciso che il suo sostegno comunque non sarebbe mancato.

LA GIORNATA – La rincorsa deve essere lunga e alle 17 fuori dal cancello principale del centro sportivo di Formello sono già assiepati un migliaio di tifosi biancocelesti. Il loro numero salirà poi nel corso della giornata. I calciatori all’interno cercano la migliore concentrazione. Chi non sarà della partita, per diversi motivi, esce alla spicciolata: Saha, Onazi, Pereirinha e Zarate. Poi è il turno del presidente Lotito. Sui tifosi laziali si è abbattuta la scure della squalifica Uefa: due giornate a porte chiuse. Anche contro il Fenerbahçe dovranno restare fuori dallo stadio e allora l’idea è di iniziare con un buon anticipo a far sapere che loro comunque ci saranno. Faranno sentire la loro voce. Uno scoglio, diceva Battisti, non può arginare un mare. Figurarsi una passione montante come quella biancoceleste. Il razzismo è costato caro alla Lazio. Tra i tifosi, nonostante la batosta, l’ironia non manca. «Non fare il saluto romano». Si scherza, ma poi – purtroppo – anche nella giornata in cui si pensava di poter trovare solo tifo “pro”, ci sono da registrare anche odiosi “contro”. Braccia tese e insulti a sfondo razziale sembrano essere per alcune frange un’impellenza impossibile da contenere. LE NOTE POSITIVE – Eppure quello che resterà nel ricordo di tutti sarà una tifoseria che va ad attendere la squadra a Formello, la incita e poi la “scorta” fino allo stadio Olimpico con caroselli incredibili che di solito fanno da contorno a imprese già messe in bacheca e non ancora da compiere. Ma la chiave è tutta qui. Mai come ieri è apparso evidente che lo spettacolo non si spostava da quelle sciarpe, da quelle sbandierate. I tifosi riprendevano gli altri tifosi, perché le emozioni da raccontare erano quelle. In una giornata che comunque è destinata a restare nella storia biancoceleste, anche se il finale non è stato in linea con tanta passione, trova gloria anche chi è destinato a diventare un futuro protagonista con la maglia biancoceleste. Escono alla spicciolata gli atleti della Primavera, quasi intimiditi davanti a così tanti tifosi. C’è però chi sembra già sentirsi a suo agio. E’ Tounkara, soggetto preferito nei cori.

STORIE NORMALI – Nessuno ha voluto mancare all’appuntamento. Neppure il ragazzino che per amore della Lazio ha sacrificato lo studio di un pomeriggio. Niente compiti con la benevola benedizione del papà: «Se stasera vinciamo, te la firmo io la giustificazione». Il passaparola è stato frenetico: c’era da organizzare la serata davanti al maxischermo allestito fuori la Curva Nord. Un pizza e una birra da condividere. Per superare due avversari: il Fenerbahçe incubo della gara d’andata e Michel Platini. Il presidente dell’Uefa è uno spauracchio, per lui cori di scherno.

MAXISCHERMO – Tu (Uefa) mi (i tifosi) metti alla porta e io resto sul pianerottolo. Davanti a un maxischermo allestito nello spazio antistante la Curva Nord erano quasi cinquemila, ce n’era anche uno a quattro zampe con rigorosa maglia biancoceleste. Tutto pronto se non fosse che le immagini Sky commentate da Brocchi, speaker d’eccezione, sono arrivate, per un problema tecnico, soltanto dal 30’ del primo tempo.
In un Olimpico vuoto, su cui è tornata a volteggiare Olympia, a fare la parte dei padroni è stato il tifo turco. Il Fenerbahçe ha infatti chiesto e ottenuto 200 biglietti, alla stessa richiesta da parte laziale sono arrivati soltanto quaranta tagliandi per la Tribuna autorità. Essere club sanzionato ha pesato…

 

– Il Corriere dello Sport

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