La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Toscana ha condannato l’agente di polizia Luigi Spacccarotella a pagare 1.550.000 euro a favore del Ministero dell’Interno per il danno cagionato alle casse dello Stato, somma che costituisce circa il 50% del danno indiretto patito dall’erario col pagamento, già effettuato, alla famiglia…
La sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Toscana ha condannato l’agente di polizia Luigi Spacccarotella a pagare 1.550.000 euro a favore del Ministero dell’Interno per il danno cagionato alle casse dello Stato, somma che costituisce circa il 50% del danno indiretto patito dall’erario col pagamento, già effettuato, alla famiglia di Gabriele Sandri di 3 mln di risarcimento e 150mila euro di spese legali. La decisione accoglie la richiesta della procura della Corte dei Conti.
La somma (3,15 mln di euro) che a suo tempo fu versata dal Ministero dell’Interno alla famiglia Sandri «a completa e definitiva tacitazione di ogni e qualsiasi pretesa», per la procura della Corte dei Conti, «non tutta, sebbene costituente danno, è integralmente imputabile alla responsabilità di Spaccarotella». Questo perché, nel 2010, in una valutazione dell’Avvocatura dello Stato circa il risarcimento della famiglia Sandri, si valutò opportuno «tenere conto della circostanza che la mancata definizione, in via bonaria, della vicenda, potrebbe essere strumentalizzata dalla tifoseria della Lazio cui potrebbero conseguire pericoli per l’ordine pubblico».
Argomenti che la sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Toscana ha accolto, tra gli altri, andando a determinare il risarcimento del danno in, appunto, 1,55 mln di euro. Come si ricorderà l’11 novembre 2007, nell’area di servizio di Badia al Pino (Arezzo), il poliziotto della Polstrada Luigi Spaccarotella esplose dalla sua pistola di ordinanza il colpo che raggiunse e uccise, dalla parte opposta dell’Autostrada del Sole, il tifoso della Lazio Gabriele Sandri, che si recava in trasferta a Parma con alcuni amici e che avevano fatto una sosta.
- Il Corriere dello Sport
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