CDS – In 200 da Istanbul coi biglietti del club

Un paio di tifosi di una certa età l’hanno presa a ridere: «In fondo ci avevano detto che ci sarebbe stato il maxischermo, mica che avremmo visto la partita». Altri l’hanno presa meno bene: i tifosi della Lazio fuori, davanti a un telo bianco con proiettore non funzionante, 200 turchi…

di redazionecittaceleste

Un paio di tifosi di una certa età l’hanno presa a ridere: «In fondo ci avevano detto che ci sarebbe stato il maxischermo, mica che avremmo visto la partita». Altri l’hanno presa meno bene: i tifosi della Lazio fuori, davanti a un telo bianco con proiettore non funzionante, 200 turchi dentro lo stadio (ma fuori i numeri precisi non giravano: il messaggio arrivato era «loro stanno dentro, e noi fuori»). Perché quando una squadra ha il campo squalificato, neanche l’altra può portare i tifosi, ma ha diritto almeno a 200 ingressi omaggio, di cui può disporre a piacere. E il Fenerbahce ha girato i suoi non a tifosi vip, ma ai supporter più folkloristici e rumorosi, che si sono andati a piazzare in Monte Mario con tanto di bandieroni al seguito. Qualcuno dei biancocelesti è riuscito a mettere mano sui tagliandi degli sponsor, gli altri fuori.

Problemi tecnici
Dove però, intanto, il maxischermo autogestito non funzionava. Buona la risposta di pubblico, 5 mila persone, atmosfera da festa paesana, 4 gazebo con birra alla spina e salsicce, banchetti con magliette e cappelli, ma mancava qualcosa, forse un cavo: le immagini sono arrivate al 39’, dopo un quarto d’ora di proiettore spento, e una mezzora in cui trasmetteva solamente una malinconica luce blu. E quando, al 3’, il tiro di Kozak aveva regalato l’illusione del gol, l’esultanza c’è stata, e c’è voluto un po’ per capire che le cose non erano andate per il verso giusto. Qualcuno ha mugugnato contro l’Uefa e Platini, per la squalifica del campo e l’arbitraggio dell’andata. Unico momento di (minima) tensione per un petardo, e qualcuno degli organizzatori è andato a brutto muso a cercare di capire chi era stato. Poi la festa per il gol di Lulic, la delusione per il pareggio, e il mesto deflusso

 

– La Gazzetta dello Sport

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