Miro cinque bellezze. Non è umano, uno così ti fa credere che segnare è facile: «E’ stata una bella giornata, può essere un nuovo punto di partenza. Abbiamo lavorato tanto durante la settimana e il risultato lo dimostra». Il risultato è Miro Klose, segnare cinque gol in grazia di Dio…

Miro cinque bellezze. Non è umano, uno così ti fa credere che segnare è facile: «E’ stata una bella giornata, può essere un nuovo punto di partenza. Abbiamo lavorato tanto durante la settimana e il risultato lo dimostra». Il risultato è Miro Klose, segnare cinque gol in grazia di Dio non è da tutti. Attila, flagello del gol, ecco chi è. Non è una novità, vince e strasegna chi può disporre di Kaiser Klose. Cinque mesi a digiuno e poi cinque gol rifilati il cinque maggio, in una sola domenica, sulla pelle del Bologna. Beato lui…: «La dedica è per la mia famiglia e per la squadra. Sono le mie due famiglie». Dolce e truce, Miro. Ha fatto la manita, s’è portato a casa il pallone e gli almanacchi. Se n’è andato ubriaco di gol, riverito e benedicente: «Devo dire grazie ai compagni. Ho fatto 5 gol, ma quando c’è il loro aiuto per me è più facile».

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LA RINASCITA -Cinquina di Klose, alla faccia del digiuno. L’aritmetica, comare dispettosa, era chiara. Miro non bucava la porta dal 15 dicembre, non segnava da un girone intero. E’ vero, per due mesi è stato ai box, ma prima d’infortunarsi e dopo il rientro non era mai riuscito a fare centro: «Non è facile segnare tanti gol, sto ritrovando la forma migliore, abbiamo compiuto un passo in avanti. La squadra è stata molto attiva, mi ha aiutato». I veri campioni e i veri uomini non si celebrano, ringraziano i compagni, così ha fatto Miro. Sei un mito, gli dicevano. E’ la giornata più bella della tua carriera, aggiungevano. Niente, Klose non s’è mai scomposto, un altro avrebbe fatto i salti di gioia in campo e fuori, si sarebbe incensato, non è il tipo, sono bastati piccoli sorrisi. Cinque gol tutti insieme, non è stata una prima volta a quanto dice. I fenomeni s’abituano ad essere tali:«Cinque gol li ho fatti anche in Germania quando giocavo nel Kaiserslautern», ha svelato a fine partita. Non ci sono tracce nelle gare di Bundesliga (al massimo ha siglato tre triplette) e di Coppe, forse sarà stata un’amichevole, il primato laziale diventa ancora più prezioso. Quando Klose sta bene e corre e segna se la fanno sotto tutti, peccato averlo perso per tanto tempo, quest’anno così come l’anno scorso: «Rimpianti per questa stagione? Guardiamo avanti…». E’ rinato Klose, fa ben sperare per il finale di stagione e per il derbyssimo: «Abbiamo lavorato bene tutta la settimana, sono tornati anche tanti giocatori, con loro abbiamo ritrovato la forma e il gol, la corsa. Non ci fermeremo», è la promessa fatta da Miro. Uno o più gol li terrà in caldo per la Roma: «Una rete nel derby? Abbiamo ancora tre partite da giocare, sono molto importanti. Ora dobbiamo affrontare l’Inter, non sarà facile». Klose più Floccari, una formula vincente, la ricetta giusta. Miro vota le due punte: «E’ stato perfetto, quando Sergio mi è vicino mi può aiutare a rubare palloni. Abbiamo fatto veramente bene, ho fatto cinque gol, ma il lavoro oggi lo ha fatto lui. Il grande merito è di Floccari».FLOCCARI - Giocargli accanto è facilissimo, nel corso dell’anno sono stati scritturati vari partner. Floccari è il prescelto di Miro, riesce a decifrarne gli impulsi, i vezzi, i movimenti. Bravo Sergio, ha ricambiato i complimenti: «Miro è abituato a segnare tanto, è un campione, ha una mentalità incredibile. Al di là delle qualità che tutti conosciamo è anche molto intelligente. E’ facile giocare con lui, riusciamo a distribuirci le zone del campo, così si fa meno fatica». La Lazio a due punte piace a tutti, anche Floccari avrebbe meritato il gol: «La mia traversa? Per fortuna oggi non serviva il gol. Ne presi una anche col Napoli da fuori area, va così…». E’ tornato Klose, è tornato Hernanes, è tornato Floccari, sono tornati i gol, gli uomini-chiave: «Mancava una vittoria per sbloccarci a livello mentale. Non dobbiamo smarrire questa strada. Ho percepito un ambiente unito, eravamo tutti da una parte, questa è la cosa più bella». Klose, Floccari, la Lazio, i tifosi, l’Olimpico, cinque bellezze…

Corriere dello Sport

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