Guardando l’Europa League e pensando alla finale di Amsterdam, crescono i rimpianti della Lazio, peraltro mai sopiti e dimenticati. Petkovic e i suoi giocatori, più che dal Fenerbahce, sono stati fatti fuori dall’arbitro Collum, protagonista nella partita d’andata a Istanbul con errori determinanti. Il rigore negato a Ederson e la…
Guardando l’Europa League e pensando alla finale di Amsterdam, crescono i rimpianti della Lazio, peraltro mai sopiti e dimenticati. Petkovic e i suoi giocatori, più che dal Fenerbahce, sono stati fatti fuori dall’arbitro Collum, protagonista nella partita d’andata a Istanbul con errori determinanti. Il rigore negato a Ederson e la mancata espulsione di Mehmet Topal in avvio, il fallo di mano involontario di Radu per il primo gol dal dischetto dei turchi, il primo giallo frettoloso a Onazi, espulso subito dopo. La Lazio è stata l’unica squadra italiana ad affrontare seriamente l’Europa League: brillante qualificazione al girone, mettendo dietro il Tottenham, la rimonta al Borussia Park con il Moenchengladbach prima di strapazzare lo Stoccarda negli ottavi. Nel totale 14 partite e una sola sconfitta, purtroppo decisiva. Petkovic se l’è giocata al massimo delle proprie possibilità, a volte venendo criticato per aver fatto turnover in campionato (ricordate Lazio-Genoa e Lazio-Chievo?), scelte inevitabili nel tentativo di coinvolgere il maggior numero di giocatori e sostenere lo sforzo. Tra gennaio e aprile, ben 9 partite infrasettimanali (compresa la Coppa Italia) da aggiungere agli impegni domenicali. E’ stato fatale perdere terreno in serie A, soprattutto in trasferta, dove qualche fragilità è venuta fuori con evidenza. Da quando la Coppa Uefa è diventata Europa League, nessuna squadra italiana era mai arrivata ai quarti. E guardando le semifinali, il Benfica non è apparso irresistibile. Questa Lazio se la sarebbe giocata alla pari con i portoghesi, scesi dalla Champions come il Chelsea. Petkovic, di cui tutti ora dimenticano i meriti, ci ha dato una bella lezione, portando avanti con coraggio una mentalità nuova per il calcio italiano. Ora ha il dovere di riconquistare l’ingresso in Europa League. Per riprovarci, con maggiore esperienza, l’anno prossimo.
Corriere dello Sport
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