CORRIERE DELLO SPORT - Uno sguardo oltre le sbarre. Un abbraccio sentito, ripetuto, interminabile, familiare, non volevano staccarsi. La Lazio è entrata nel carcere di Bialoleka, il team manager Manzini e il responsabile della comunicazione De Martino hanno incontrato i tre tifosi rimasti in prigione, il colloquio s’è svolto ieri…

CORRIERE DELLO SPORT - Uno sguardo oltre le sbarre. Un abbraccio sentito, ripetuto, interminabile, familiare, non volevano staccarsi. La Lazio è entrata nel carcere di Bialoleka, il team manager Manzini e il responsabile della comunicazione De Martino hanno incontrato i tre tifosi rimasti in prigione, il colloquio s’è svolto ieri in una stanza con un tavolino. E’ stata un’ora d’aria diversa, è stata una pausa rigenerante, salutare: parlare di Lazio ha fatto bene ad Alberto, Matteo e Daniele.
E’ passato un mese da quel giorno, da quel giovedì calcistico, europeo, infernale. Sono trascorsi 30 giorni lunghissimi, i tre tifosi laziali li hanno vissuti lontano dall’Italia, da Roma, da casa, dalle loro famiglie. La Lazio, come promesso, li ha raggiunti, è stata la prima visita ufficiale. I dirigenti s’erano detti pronti a sbarcare in Polonia nel giorno di Natale, ma il tribunale di Varsavia ha concesso i permessi soltanto per la giornata di ieri. Alberto, Matteo e Daniele aspettano le nuove udienze per sperare nella scarcerazione su cauzione. Gli avvocati si riuniranno oggi, hanno messo a punto i nuovi ricorsi, sperano nella clemenza dei giudici. Le istanze sono state sempre respinte e sono sorti tanti dubbi. I tre tifosi rimasti in carcere fanno parte del gruppo dei dieci supporter processati per direttissima. Sette di loro sono rientrati in Italia, gli ultimi tre no. Perché? Quei tre ragazzi sognano di passare il Capodanno con i loro cari, conosceranno la verità entro dopodomani.

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LA TESTIMONIANZA – Manzini e De Martino hanno portato tre maglie della Lazio ai tifosi detenuti in Polonia, i nomi saranno stampati a Formello appena i ragazzi rientreranno nel nostro Paese. L’invito l’ha formulato Stefano De Martino: «La nostra è stata una visita ufficiale - ha detto a Lazio Style Radio – abbiamo incontrato i tre ragazzi tutti insieme in una stanza. Si è partiti dal racconto di quella giornata, abbiamo parlato di Lazio, dagli ultimi match ai quali non hanno potuto assistere sino al mercato. Sono detenuti e le loro condizioni non sono chiaramente delle migliori, il disagio è tanto. Sono tre ragazzi forti caratterialmente, stanno affrontando una situazione difficilissima con grande coraggio» .
Manzini e De Martino sono sbarcati in Polonia ieri mattina, si sono recati in Ambasciata prima di raggiungere Bialoleka. E’ stato fatto un punto operativo, sono state raccolte varie informazioni, i dirigenti sono rientrati a Roma in serata: «Abbiamo consegnato loro tre maglie da gioco, il nome dei ragazzi dovrà essere stampato insieme, a Roma, dopo il rilascio. E’ una sorta d’augurio e d’impegno per testimoniare l’importanza di questo evento simbolico. Mi sento di ringraziare l’Ambasciata per il lavoro fin qui svolto - ha concluso De Martino a nome della Lazio - hanno preso a cuore la faccenda, anche i tre ragazzi lo hanno confermato. La scarcerazione? Non si possono fare né previsioni né valutazioni. Da qui ai prossimi giorni tutto può accadere, siamo nelle mani dei giudici».

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