(CORRIERE DELLO SPORT ) - ROMA – La forza dei numeri assiste Reja, perché Petkovic non è mai riuscito a superarlo. S’è fermato a Trieste, ultima giornata del passato campionato, perse anche contro il Cagliari e si fece scavalcare dalla Roma, scivolando al settimo posto in classifica con 61 punti.…

(CORRIERE DELLO SPORT ) - ROMA – La forza dei numeri assiste Reja, perché Petkovic non è mai riuscito a superarlo. S’è fermato a Trieste, ultima giornata del passato campionato, perse anche contro il Cagliari e si fece scavalcare dalla Roma, scivolando al settimo posto in classifica con 61 punti. Nella stagione precedente la Lazio di zio Edy aveva chiuso a quota 62, quinto posto dietro all’Udinese, qualificata ai preliminari di Champions. Nel 2010/11 Reja, sempre a ridosso di Guidolin, ci era andato ancora più vicino, terminando sotto lo striscione del traguardo con 66 punti e una differenza reti generale del campionato più bassa rispetto all’Udinese.

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ALTALENA – Parlando di serie A, Petkovic ha avuto una media punti di 1,61 a partita nel suo primo campionato alla guida della Lazio e di 1,18 nelle prime diciassette giornate dell’attuale girone d’andata. Nel totale 55 panchine di serie A con 23 vittorie, 12 pareggi e 20 sconfitte alla media di 1,47 punti per giornata. Un’altalena continua, una vittoria e una sconfitta, perché il suo calcio ha prodotto esattamente i risultati figli dello scarso equilibrio imposto alla squadra biancoleste, spesso costretta a scoprirsi. Vocazione offensiva e coraggio alla lunga trasformati in lucida incoscienza con le praterie e spesso un attaccante solo davanti a Marchetti. Il tecnico bosniaco ha migliorato il suo score attraverso l’Europa League (una sola sconfitta in 20 partite) proprio perché si tratta di un torneo di livello inferiore e con molto meno tatticismo rispetto al campionato italiano. Le qualità di certi giocatori sono venute fuori meglio. Vlado ha chiuso la sua avventura con 37 vittorie, 22 pareggi e altrettante sconfitte in 81 partite. La Lazio targata Petkovic in serie A ha realizzato 73 gol (alla media di 1,32) e subìto 68 reti (1,23) peggiorando i dati registrati con Reja.

MENTALITA’ – Edy ripartirà dall’Inter all’Olimpico, proprio come aveva finito, nel maggio 2012, quando piegò la squadra allenata da Stramaccioni. Nel 2009/10, ereditata la panchina da Ballardini, totalizzò 24 punti in 15 giornate (media 1,6) salvando la Lazio dall’incubo della B. Nelle due stagioni successive tenne una media di 1,74 e di 1,63 a partita: 91 presenze in A con la Lazio, realizzando 133 gol (1,46 di media) e subendone appena 105 (1,15 a partita). Un equilibrio tattico invidiabile. Il bilancio del friulano in campionato dice 45 vittorie, 17 pareggi e 29 sconfitte. Nel totale, comprese l’Europa League e la Coppa Italia, sono 106 partite sulla panchina della Lazio: 52 vittorie, 20 pareggi e 34 sconfitte. Ne ha vinte di fatto una partita su due, praticando un calcio più umile e meno presuntuoso di quello visto negli ultimi mesi. E’ quello che serve oggi al gruppo biancoceleste per ripartire. Con lo spirito giusto, con la mentalità di una squadra pronta a lottare su ogni pallone, divertendosi e difendendosi meglio di quanto non sia accaduto in questa stagione.

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