SANTA MARGHERITA DI PULA – Tare è a Roma, Felipe Anderson è in Brasile, l’operazione è bloccata. La Lazio è tornata in Italia a mani vuote, ma non s’arrende:«Non è ancora finita, non è detta l’ultima parola. Sono stati giorni intensi, caratterizzati da una trattativa molto difficile, abbiamo avuto a…

SANTA MARGHERITA DI PULA – Tare è a Roma, Felipe Anderson è in Brasile, l’operazione è bloccata. La Lazio è tornata in Italia a mani vuote, ma non s’arrende:«Non è ancora finita, non è detta l’ultima parola. Sono stati giorni intensi, caratterizzati da una trattativa molto difficile, abbiamo avuto a che fare con un gruppo (il fondo inglese Doyen Sports) che ha cambiato idea in continuazione». Il diesse Tare e il segretario generale Calveri sono sbarcati a Roma ieri mattina, hanno trattato e lottato in Brasile per una settimana, in un clima rovente per via degli scontri di piazza. La Lazio non ha gettato la spugna, in Sudamerica è rimasto Stefano Castagna, uno dei manager del brasiliano (scuderia Base Soccer), ha fatto da intermediario. L’ostacolo si conosce, è rappresentato dalla Doyen Sports, il gruppo che detiene il 50% del cartellino del giocatore. Castagna sabato ha lanciato accuse pesanti verso il fondo inglese che fa capo al portoghese Lucas Nelio (non è servito neppure il suo sbarco in Brasile per sbloccare l’affare) e ha minacciato di rivolgersi alla Fifa. Tare ha escluso questa possibilità, in Sudamerica va così: «Non percorreremo questa strada - è vero che il regolamento vieta a terzi di appropriarsi di una percentuale del cartellino di un calciatore, ma in Sudamerica questa è la consuetudine. I nostri prossimi passi? Aspetteremo ancora due-tre giorni, il giocatore lo merita, poi vedremo cosa fare».

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LA STRATEGIA – La Lazio è disposta ad aspettare le mosse della Doyen Sports (si ricrederà?), nel contempo potrebbe studiare una nuova strategia con altri intermediari. Il fondo vorrebbe tenere Anderson in Brasile per un altro anno, l’obiettivo è far lievitare il prezzo del cartellino. La Doyen ha cambiato le carte in tavola, ha giocato sempre al rialzo, ad un certo punto ha chiesto il pagamento annuale rifiutando la rateizzazione triennale proposta da Lotito, non ha ascoltato le preghiere del giocatore e del Santos (i brasiliani s’erano detti pronti ad incassare meno soldi pur di aumentare la quota spettante al fondo). Niente da fare, ogni tentativo è stato vano. Il balletto delle cifre ha fatto registrare varie indiscrezioni, l’offerta di Lotito alla fine si sarebbe attestata sugli 8,2 milioni di euro. Durante la finestra invernale i laziali offrirono 7,5 milioni di euro, la Doyen si mise di traverso, pretese dal Santos circa 4 milioni cash, il 30 per cento del plus-valore (come da accordo sottoscritto in estate, il fondo versò 2 milioni al Santos per acquisire il 50% del giocatore).

L’INFORTUNIO – Felipe Anderson ha detto sì a Lotito, è stato a contatto con Tare ogni giorno nell’ultima settimana. Ieri è apparso su twitter insieme al manager Castagna, nella foto è ritratto con le stampelle e un tutore, tiene la caviglia destra immobilizzata. Si era infortunato a metà giugno, si era procurato una brutta distorsione, pensava d’essersi lesionato i legamenti, gli esami avevano scongiurato danni gravi. Felipe dovrà stare fermo per altre settimane, se sarà acquistato non potrà scendere subito in campo, potrebbe farlo ad agosto. Attaccanti, continua a circolare il nome di Gabbiadini, è in comproprietà tra Juve e Atalanta. Silvio Pagliari, il suo procuratore, s’è espresso ieri: «Non penso che i bianconeri abbiano intenzione di vendere la loro metà, la parte del cartellino più appetibile credo sia quella dell’Atalanta. So che Tare è un estimatore del ragazzo». Pagliari segue anche Crecco, campione d’Italia Primavera: «Abbiamo iniziato qualche discorso per prolungare il contratto che scade nel 2015». Ceccarelli, centrocampista classe 1992 rientrato dal prestito al Lanciano, è richiesto dallo Spezia.

Corriere dello Sport

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