Come sosteneva Delio Rossi, negli occhi della gente restano le ultime partite, si fa presto a dimenticare cos’è successo prima. Petkovic pensa nello stesso modo e ha anche qualche obiettivo da raggiungere per mettere un punto sul suo primo campionato italiano alla guida della Lazio. Ha voglia di vincere per…

Come sosteneva Delio Rossi, negli occhi della gente restano le ultime partite, si fa presto a dimenticare cos’è successo prima. Petkovic pensa nello stesso modo e ha anche qualche obiettivo da raggiungere per mettere un punto sul suo primo campionato italiano alla guida della Lazio. Ha voglia di vincere per chiudere a testa alta il girone di ritorno, restare davanti alla Roma in attesa della finale di Coppa Italia e giocarsi le ultime chances di agganciare l’Udinese e il quinto posto, che significherebbe garantirsi l’ingresso ai preliminari di Europa League. Per come s’era messa la stagione tra dicembre e gennaio, è una magra consolazione, ma sarebbe meglio tagliare almeno questo traguardo per mantenere il bilancio sopra la sufficienza. «Conta tantissimo questa partita, come tutte le altre. Vogliamo prendere gli ultimi tre punti disponibili. Vincere con il Cagliari significa confermare che si è trattato di una buona stagione» ha sottolineato l’ex tecnico di Young Boys e Sion, evitando questa volta di esprimersi in termini percentuali sulla volata per il quinto posto.

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VOLATA – Prima della trasferta a San Siro con l’Inter, Vlado disse che vincendo le ultime tre partite di campionato la Lazio all’80-90 per cento sarebbe entrata in Europa League. Non dipende più soltanto dai biancocelesti. Ora serve un’impresa della squadra di Stramaccioni, chiamata a fermare l’Udinese. Magari toccherà a Rocchi, l’ex capitano, segnare un gol a San Siro comodo per la Lazio. Petkovic non è entrato in argomento, non ha chiesto favori all’Inter. «L’unica cosa che spero riguarda la mia squadra. Mi auguro che tutti riescano a dare il massimo, spero di veder girare la squadra in modo ottimale. Sarei soddisfatto se accadesse. Il nostro risultato dev’essere una conseguenza del lavoro svolto. E lo stesso discorso vale per gli altri risultati».

IMPEGNO - Battere il Cagliari, centrando il quarto successo consecutivo, significherebbe acquistare fiducia prima di proiettarsi sulla Roma. «Dobbiamo pensare positivo. Vincendo, si arriverebbe ad un livello ottimale in termini di convinzione. Ci sarebbe una certezza in più per prepararsi in modo sereno al derby». In Europa solo meritando. Questo è il premio dopo un anno di lavoro atteso da Petkovic, che ha pagato un conto salatissimo per la flessione (prevedibile) tra metà febbraio e metà aprile. La Lazio ha perso terreno in campionato ed è stata eliminata dai turchi del Fenerbahce ai quarti di Europa League. Ora c’è l’ultimo ostacolo da superare e forse se n’è parlato troppo poco. Tutti concentrati su San Siro come se fosse semplice mettere sotto il Cagliari.«Non è una partita scontata, si è visto in questo campionato che in nessuna delle precedenti 37 giornate ci sono state partite in cui si potesse dire cosa sarebbe accaduto. Nonostante le difficoltà legate al campo, il Cagliari è stato protagonista di un’ottima stagione e ha tante individualità. A Trieste hanno perso le ultime due partite, ma credo che ci saranno tanti giocatori pronti a mettersi in mostra. Per vincere dovremo dare tutto, poi vedremo gli altri risultati».

MIGLIORI - Negli ultimi giorni deve essere stato ancora più difficile tenere il pensiero del derby fuori dallo spogliatoio. Petkovic ha serrato la mascella. «Non abbiamo in nessuna maniera pensato al derby. La nostra concentrazione è focalizzata soltanto sull’obiettivo del campionato, sulla partita con il Cagliari. Ci teniamo a vincere, chiudendo a testa alta». Il tecnico bosniaco ha ufficializzato la rinuncia a Hernanes e Pereirinha. Molti tifosi, già con la testa al derby, chiedono il turnover e temono altri infortuni. Petkovic ha escluso stravolgimenti.«Lascerò a casa soltanto Hernanes e Pereirinha, ma ci sono altri giocatori a mezzo servizio. Di sicuro manderò in campo la miglior formazione possibile, quelli che al momento sono gli undici più in condizione. Ma il derby con la Roma non c’entra niente». Vincere aiuta a fare meglio i conti. «Onorare ogni competizione. E’ il mio modo di fare e quello della squadra. E’ importante chiudere bene. E poi conta la somma delle prestazioni in tutto l’anno. Abbiamo fatto benissimo in Europa League, bene con la possibilità di fare benissimo in Coppa Italia, è stato positivo anche il campionato».

Corriere dello Sport

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