Il problema non è l’Europa League, ma come aprire il paracadute. La caduta libera è iniziata a gennaio e non è più finita: oggi a Parma (alle 15 su Sky calcio 6 e Premium calcio 6) la Lazio ha l’obbligo di ripartire anche se gli otto k.o. del ritorno sono…

Il problema non è l’Europa League, ma come aprire il paracadute. La caduta libera è iniziata a gennaio e non è più finita: oggi a Parma (alle 15 su Sky calcio 6 e Premium calcio 6) la Lazio ha l’obbligo di ripartire anche se gli otto k.o. del ritorno sono un bagaglio sempre più pesante da portare. Dopo Udine, infatti, la fiducia è ai minimi storici. Il calo evidenziato dai 12 punti in 14 gare procede inesorabile perché la stanchezza e la forma scarsa di Klose e Hernanes fanno da tappo alla reazione, che ci dovrà essere per non presentarsi snervati al derby e per provare a salvare il salvabile in campionato con l’Europa League. «Che succede se non andiamo in Europa? Vediamo prima come finisce la stagione — ha detto ieri Petkovic —. La squadra a Udine non mi è piaciuta, ma non stravolgerò la formazione. Cambierà l’atteggiamento perché la maglia va rispettata. A Parma andiamo con fiducia: ci siamo guardati allo specchio, io per primo. Forse ho sbagliato in certe situazioni. Ma il passato è passato. Dobbiamo dimostrare sul campo chi siamo». Perché anche il tecnico si rende conto di aver allenato due squadre in una stagione: la Lazio bella e sorprendente che ha chiuso il 2012 da anti-Juve e quella vuota che nel 2013 ha fatto come il Genoa terzultimo. Tra le due Lazio c’è il mercato, lì qualcosa non ha funzionato: «Al mercato penseremo a fine stagione. Ovviamente certi ragionamenti sull’età media alta dello spogliatoio si fanno, ma non è questo il momento». La Lazio a Parma, dopo due mesi, ritrova la difesa titolare, una buona base per sperare in una prova di carattere e nella riaccensione dei campioni: «Klose sa che può e deve dare di più. Sta lavorando e migliora di giorno in giorno. Avrà la giusta tranquillità per tornare al top. Hernanes è acciaccato, ma ce la sta mettendo tutta: ha orgoglio. In trasferta non si vince più? Ci serve la stessa fiducia che abbiamo in casa». Oggi c’è una chance in più: il Parma è andato addirittura peggio della Lazio nel girone di ritorno (10 punti) e per i biancocelesti potrebbe essere la chiave per uscire dalla crisi. Petkovic ci spera: «Lazio malata? Mah, ci mancano i risultati, servono quei punti necessari per dare un senso alla stagione, ma ho grande fiducia nei miei uomini, il loro orgoglio sarà decisivo. Dobbiamo migliorare, certo. Anche quando vincevamo sempre, mancava qualcosa». Sicuramente non i punti, quelli arrivavano. Un risultato, magari accompagnato da una buona prova, sarebbe una schiarita e il miglior trailer per capire quale Lazio si giocherà la Coppa Italia (e, forse, anche l’Europa League) contro la Roma, in una finale sulla quale non c’è ancora certezza né di data né di sede: «Non capisco — dice il critico Petkovic —. Si sapeva tutto da mesi: le elezioni del sindaco e la data della finale. Non c’entrano Roma e Lazio, con Juve o Milan i problemi sarebbero stati gli stessi. Non capisco cosa si deve aspettare per una decisione».

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Corriere della Sera

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