CDS – Olè Keita Ora il tirocinio è concluso La Lazio è sua

La vita di Keita Balde Diao ha iniziato a correre. Keita ha preso la patente da una settimana, ma ha da poco finito il trasloco e già vive da solo. I suoi coetanei si divertono in discoteca il sabato sera, lui al massimo si concede una serata a cena fuori…

di redazionecittaceleste

La vita di Keita Balde Diao ha iniziato a correre. Keita ha preso la patente da una settimana, ma ha da poco finito il trasloco e già vive da solo. I suoi coetanei si divertono in discoteca il sabato sera, lui al massimo si concede una serata a cena fuori a metà settimana. Ma le responsabilità non lo hanno spaventato. Tanti tifosi della Lazio, in campo, vorrebbero 11 Keita, per l’impegno: lui, invece che farsi schiacciare dalla pressione, accelera. E domani sarà ancora titolare, per la seconda volta di fila: in campionato non era mai successo. Terza partita di fila in campo, dopo lo spezzone finale contro il Genoa: lo svezzamento è finito. L’intenzione di Petkovic era quella di inserirlo gradualmente in prima squadra, dopo averne apprezzato i progressi in ritiro e durante la settimana: poi le cose sono cambiate, sia per il suo rendimento superiore alle attese, sia per quello inferiore dei compagni, che hanno convinto il tecnico (che con Keita parla quotidianamente per spiegargli ogni singolo movimento) a bruciare le tappe. Così, meno di un anno dopo la prima gara ufficiale con la Lazio giocata con la Primavera (12 gennaio), il ragazzo nato in Senegal ma che ha sempre parlato spagnolo si ritrova titolare con i grandi: dall’esordio a Cepagatti (Pescara) al primo gol a Tardini, fino alla conferma di Marassi, dove lui e Candreva sono praticamente sicuri di un posto nel tridente. Per l’altro, Petkovic sceglierà tra Floccari (ex genoano) e Perea.

 

Pastarelle – Paradossalmente, Keita (che sulla maglia ha scritto anche Balde come dedica al padre) ha festeggiato più per l’esordio che per il primo gol: il giorno dopo la partita col Chievo, fece trovare un vassoio di pastarelle nello spogliatoio di Formello, gesto apprezzato dai compagni, in primis da quelli con cui ha legato di più, Ciani, Ederson e Cavanda. Che proprio a Genova, il 29 agosto 2010, esordì in Serie A, a 19 anni e mezzo, uno in più di Keita, di cui ieri ha parlato anche Alberto Bollini, che nelle tre volte in cui ha potuto utilizzarlo quest’anno, ha avuto in dono tre gol e un derby ribaltato dal suo solo ingresso in campo. «Le presenze di Cavanda, Onazi e Keita in prima squadra sono la testimonianza della bontà del lavoro del vivaio della Lazio e del ringiovanimento della prima squadra», ha detto il tecnico della Primavera a Lazio Style Radio. Vivaio che, in passato, si era fatto scappare per pochi spiccioli più di un giovane promettente, come Macheda, passato anche per la Samp, ma mai esploso. Su Keita, invece, l’investimento è stato fatto: in termini di fiducia e di un (sostanzioso) aumento di ingaggio sul nuovo contratto fino al 2017. Anche per quello, Keita non può sentirsi un 18enne come gli altri.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy