ROMA - Pace fatta tra Anderson e i tifosi. I fischi durante Lazio-Genoa sembrano già un brutto ricordo lontano, eppure parliamo solo di diciannove giorni fa. Sono bastate le due ottime prestazioni contro lo Steaua Bucarest per far tornare la scintilla d'amore, quella di due giorni fa in particolar modo. Il pubblico biancoceleste ha potuto ammirare nuovamente il Felipe di tre anni fa, capace con le sue giocate di far alzare dal divano anche il più pigro fra gli uomini. Una nottata da incorniciare, anche fuori dal campo: dopo la splendida partita, è sbucato in un noto ristorante dei Parioli per festeggiare insieme ad amici e familiari. Si sono alzati tutti in piedi ad applaudirlo, gli altri commensali, facendo commuovere il brasiliano. La gioia più grande però è stata quella di risentire il coro dei laziali allo stadio. D'altronde, quando gioca così, è impossibile non amarlo.
Felipe-tifosi: pace fatta! Ma c'è un complesso che limita il dieci...
COMPLESSO
Adesso Felipe dovrà vedersela di nuovo con Luis Alberto. Lo spagnolo, uscito anzitempo nei sedicesimi di finale, è in vantaggio sul brasiliano in vista di Sassuolo-Lazio. I numeri del 18 biancoceleste costringono Inzaghi a puntare ancora su di lui, e come dargli torto. La stagione di Luis Alberto è da top player, ma anche i quattro gol e quattro assist in 646' di Anderson dimostrano che il dieci non è solo un'arma di scorta. La verità però è che Felipe, appena vive un minimo ballottaggio, rischia sempre l'autosabotaggio. A quasi 25 anni deve superare questo complesso, altrimenti non farà solo danno alla Lazio, ma anche e soprattutto al suo talento. Dunque a se stesso.
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