notizie

CDS – Petkovic fa i test Hernanes rischia

FIUGGI – La nuova Lazio sta nascendo sotto l’insegna del 4-2-3-1 con Ederson trequartista e in attesa che Felipe Anderson, l’acquisto più costoso dell’estate di Lotito, guarisca e si metta a disposizione di Petkovic....

redazionecittaceleste

FIUGGI – La nuova Lazio sta nascendo sotto l’insegna del 4-2-3-1 con Ederson trequartista e in attesa che Felipe Anderson, l’acquisto più costoso dell’estate di Lotito, guarisca e si metta a disposizione di Petkovic. La vecchia Lazio costruita intorno a Hernanes, con un solo playmaker e altri due centrocampisti, sembra un progetto latente, un sistema alternativo di gioco, una scialuppa su cui tuffarsi in caso d’emergenza. Può tornare di moda da un giorno all’altro, ma adesso è come se fosse passato di moda. Sfumature o svolta? Dipende dai punti di vista e dietro la ricchezza dell’organico consegnato al tecnico poliglotta di Sarajevo qualche dubbio si nasconde: far passare la variabilità dei moduli come l’arma segreta della prossima stagione biancoceleste non spiega tutto. Il campo, le scelte e le prove di Petkovic, il mercato ancora aperto, suggeriscono altro. La società s’è mossa con l’obiettivo di non farsi trovare impreparata, con o senza il Profeta ancora in bilico per il rinnovo del contratto. Ieri era la Lazio di Hernanes, figura centrale del progetto. Oggi è una squadra in cui Hernanes può starci ma deve sgomitare per conservare il posto, forse accettando uno spazio nel ruolo meno gradito. Domani chissà, magari scopriremo che l’incedibilità dichiarata da Lotito e Tare s’è sgretolata di fronte ad una proposta indecente oppure davanti all’opportunità di riequilibrare conti e reparti: la cessione inevitabile di un big a centrocampo per acquistare un attaccante altrettanto importante da affiancare a Klose, che nella stagione in arrivo (forse l’ultima della sua carriera) rifiaterà spesso per arrivare indenne al Mondiale in Brasile. Allo stato resta la certezza: sinora non sono arrivate offerte degne per trattare Hernanes e tutto potrebbe restare così com’è, ma la calma piatta di mezza estate non tragga in inganno, sino al 2 settembre tempeste e ribaltoni clamorosi sono possibili. Si consiglia prudenza.

SEGNALI – Il dubbio è una notizia. E il campo scolpisce i fatti. Candreva, tanto per citare uno dei nazionali, è rientrato dalle vacanze e ha ritrovato il posto da titolare. Hernanes no, ad Atene era in panchina. Altra indicazione. Petkovic sta scegliendo il 4-2-3-1 e sa per primo che non è il modulo adatto al Profeta. Ha giocato trequartista per due anni con Reja e voleva quasi andarsene. L’estate scorsa chiese a Vlado e ottenne di tornare più indietro. Con il numero 10 vicino a Klose, il posto tocca prima a Ederson. E’ successo anche ieri pomeriggio a Fiuggi. Amichevole in famiglia, quaranta minuti a tempo, undici contro undici. Petkovic ha mischiato le carte. Oggi dispone di 22 titolari, non esistono linee chiare di demarcazione, sono tutti sullo stesso piano. Ma le indicazioni emergono. E con il fratino arancione, sulla linea offensiva del 4-2-3-1, giocavano Candreva, Ederson e Lulic. Come nell’amichevole con il Panathinaikos. Due mediani (Biglia e Gonzalez) e un centravanti (Floccari). Klose era dall’altra parte e non per caso la formazione in maglia grigia era disegnata con l’antico e conosciuto 4-1-4-1. Ledesma vertice basso del centrocampo, Hernanes e Onazi interni, Konko (vice Candreva) e Keita (oggi vice Lulic e Mauri, squalificato) esterni offensivi. Un senso compiuto alla prova si può dare e ancora maggiore curiosità accompagnerà la trasferta di Londra, ultima occasione per provare davvero la squadra da opporre alla Juve. Petkovic si affiderà agli eroi del derby o medita esclusioni eccellenti per la Supercoppa? E’ difficile immaginare Hernanes in panchina la sera del 18 agosto. Ieri si è presentato con una sberla di sinistro salvata da Marchetti con l’aiuto della traversa e poi ha firmato il rigore del provvisorio pareggio. Per la cronaca hanno vinto gli arancioni 3-2. Biglia ha strappato applausi con un eurogol di sinistro da venticinque metri. Che bella l’abbondanza.

Fonte: Il Corriere dello Sport

Potresti esserti perso