Otto mesi per attendere il tesseramento, eppure era stato il primo acquisto della nuova Lazio, annunciato il 3 febbraio da Lotito, subito dopo un’altra tempestosa sessione di mercato, chiusa senza colpo in attacco. Brayan Perea è la scoperta del ds Tare e la speranza di Petkovic, rimasto con Klose e…

Otto mesi per attendere il tesseramento, eppure era stato il primo acquisto della nuova Lazio, annunciato il 3 febbraio da Lotito, subito dopo un’altra tempestosa sessione di mercato, chiusa senza colpo in attacco. Brayan Perea è la scoperta del ds Tare e la speranza di Petkovic, rimasto con Klose e Floccari come unici centravanti di ruolo. Il colombiano, classe 1993, è atteso a Roma nei prossimi giorni. Per la precisione a metà settimana. Sta sbrigando le pratiche necessarie per ottenere il visto e trasferirsi in Italia con il permesso di lavoro. Era necessario aprire la casella da extracomunitario e ratificare il suo tesseramento per avere l’ok dalla Colombia. Soltanto lunedì pomeriggio, fallito l’ultimo assalto a Yilmaz, la Lazio ha deciso di procedere e chiudere l’operazione. E questi giorni sono trascorsi per avviare la procedura burocratica. Nell’attesa si è allenato con il Deportivo Cali, che incasserà 3,9 milioni di euro per il suo cartellino. I contratti con la Lazio erano stati firmati all’inizio di giugno, all’epoca delle visite mediche sostenute da Perea a Roma. La società biancoceleste, in attesa di tesseramento, lo avrebbe voluto già nel ritiro di Fiuggi un mese fa e poi a Formello per allenarlo, ma i colombiani si erano opposti e non avevano concesso il nulla-osta. Volevano assicurazioni sull’effettiva chiusura dell’operazione. E Brayan, da extracomunitario, avrebbe potuto chiedere il visto soltanto con la certezza del posto di lavoro.

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IL PROFILO – Ibra è il suo idolo, Tare lo accosta a Cavani
Ha la stazza di Kozak, ma è completamente diverso come caratteristiche tecniche. Brayan Perea è alto un metro e 93. Un attaccante filiforme e dinoccolato, punta la porta partendo da lontano. Faceva l’ala destra, s’è trasformato in numero 10, poi è diventato centravanti. Non a caso il ds Tare lo ha accostato a Edinson Cavani, s’intende come tipologia di giocatore, non ancora di valore. E’ un velocista d’attacco, ama la progressione, il tempo dimostrerà le capacità di adattamento al calcio italiano e la confidenza con il gol, sinora non proprio spiccata. Ma è giovane e si farà. Un investimento sul futuro. La Lazio cercava un centravanti che sapesse svariare sul fronte d’attacco e allungare la squadra. Brayan Perea, in prospettiva, può diventare quel tipo di attaccante. Torna indietro, scambia il pallone con i compagni, si lancia nello spazio e in profondità. Bisognerà concedergli tempo e fiducia. Ha compiuto 20 anni il 25 febbraio, era appena stato bloccato dalla società biancoceleste, che lo aveva seguito durante il Sudamericano Sub20. E’ nato nella Valle del Cauca, è cresciuto 750 metri sul livello del mare, nella regione meridionale della Colombia, solcata dal fiume Rio Cali. Viene chiamato l’artigliere verdiblanco. E’ stato paragonato a Neymar, ma il suo idolo è sempre stato Ibrahimovic. «E’ un riferimento, il suo stile di gioco mi è sempre piaciuto» ha raccontato lo scorso inverno in alcune interviste apparse in Colombia. Dovrà farsi largo con Floccari, crescere alla scuola di Miroslav Klose e battere la concorrenza di Keita, che è di due anni più giovane e ancora in età Primavera.

I NUMERI – Ha 20 anni 41 presenze e 8 gol con il Deportivo
Viene dal Deportivo Cali. E’ lo stesso club in cui è cresciuto ed esploso Luis Muriel, l’attaccante dell’Udinese. Non a caso a gennaio il nome di Brayan Andrès Perea Vargas era stato accostato anche al club friulano. Lotito ha chiuso l’operazione per 3,9 milione di euro e l’attaccante del Deportivo ha firmato un contratto sino al 30 giugno 2018. Cinque anni di durata. Riccardo Calleri, l’agente Fifa che ha curato l’operazione, è volato in Colombia e tornerà indietro con il giocatore tra circa una settimana. Perea ha potuto chiedere il visto e il permesso di lavoro per trasferirsi a Roma soltanto dopo che la Lazio ha depositato il contratto in Lega a Milano, ufficializzando il tesseramento. In quel momento si è avuta la certezza che sarebbe stato ingaggiato dalla società biancoceleste. Brayan Perea era stato tenuto sotto osservazione a gennaio durante il Sudamericano e all’inizio dell’estate ha partecipato con la Colombia al Mondiale Under 20 in Turchia. Non è stato protagonista. Quattro presenze, partendo sempre dalla panchina. Al 3 giugno risale l’ultima partita con il Deportivo Cali affrontando l’Envigado, il club in cui giocava Libis Arenas, portierino colombiano transitato qualche anno fa da Formello. Tra inizio febbraio e fine maggio Perea ha totalizzato 16 presenze e ha realizzato 5 gol nella Liga Postobon. Ha lasciato il Deportivo dopo aver sommato in quasi due anni 41 presenze e 8 gol nel campionato colombiano. Appena stava cominciando a crescere e farsi apprezzare, la Lazio lo ha preso, giocando d’anticipo. Il tempo dirà se il ds Tare, come tante altre volte, ha visto nella direzione giusta.

L’OPERAZIONE – E’ costato 3,9 milioni Contratto sino al 2018
E’ costato 3,9 milioni di euro per l’acquisto a titolo definitivo. Riccardo Calleri, l’agente Fifa che lo ha proposto alla Lazio, è appena arrivato in Colombia. Tornerà indietro con il giocatore. Brayan Perea sta ultimando le pratiche burocratiche per ottenere il visto e trasferirsi con il permesso di lavoro a Roma. Il suo arrivo è previsto tra mercoledì e giovedì della prossima settimana. Petkovic lo aspetta. Si è allenato con il Deportivo Cali. L’ultima partita ufficiale nel campionato colombiano risale all’inizio di giugno, ma poi ha partecipato al Mondiale Under 20 e ha fatto pochissime vacanze. Nell’ultimo mese si è allenato con il Deportivo Cali senza giocare partite per non correre il rischio di infortunarsi. E’ in discrete condizioni, ovviamente dovrà avere il tempo di inserirsi e di capire il calcio italiano. Petkovic gli chiederà di accelerare al massimo l’inserimento. Il preparatore Rongoni valuterà le sue condizioni fisiche e verrà messo subito a disposizione del tecnico di Sarajevo, che lo ha studiato in cassetta e lo conosce. Non è ancora sicuro che possa trovare posto in panchina con il Chievo domenica prossima. Il debutto, almeno nella lista dei diciotto, potrebbe avvenire il 19 settembre all’Olimpico con il Legia Varsavia nella partita che aprirà il girone di Europa League. Perea ha firmato un contratto di cinque anni e nelle gerarchie entrerà come terza punta della Lazio dietro a Klose e Floccari, prendendo numericamente il posto di Libor Kozak, ceduto all’Aston Villa. Il ceco, capocannoniere dell’ultima Europa League, ha chiesto e ottenuto la cessione forse nell’anno in cui avrebbe giocato di più.

IL PERSONAGGIO – Ama la salsa: sarà il primo colombiano della Lazio
Brayan Perea ha un soprannome. In Colombia lo chiamano El Coco. Un giorno si presentò completamente rasato al campo di allenamento, iniziarono a chiamarlo El Coco perché assomigliava a Cocoliso, il figlio di Popeye, in Italia conosciuto come Pisellino e Braccio di Ferro. Perea, crescendo, ha cambiato look. Nei mesi scorsi decise di portare la cresta, ecco perché era stato paragonato a Neymar. «Ma non è la cresta di Neymar, è la piccola cresta di Perea» ci tenne a precisare il nuovo attaccante della Lazio. L’ha cresciuto la mamma. E’ legatissimo alla signora Agnes Deonilda Perea. «Mi ha seguito in ogni partita» disse Brayan, che durante l’inverno aveva posato con la maglia numero 9 inviata dalla Lazio. Nella numerazione ufficiale a metà luglio gli è stato assegnato il 34. Chissà che non decida di cambiare nei prossimi giorni approfittando della cessione di Antonio Rozzi al Real Madrid Castilla. Brayan ama la musica, balla la Salsa. «Preferisco quella vecchio stile, mia madre mi ha insegnato ad amarla e ad ascoltarla. Sento spesso le canzoni del gruppo “Gran Combo” di Porto Rico» raccontò qualche mese fa in Colombia. Tra i suoi cantanti preferiti, tutti sudamericani, ci sono anche Alberto Santiago, Hector Lavoe e Willie Colon. La musica lo carica e lo rilassa. Presto potrà cominciare ad apprezzare e approfondire anche quella italiana. Al centro sportivo di Formello lo aspettano brasiliani e argentini. La colonia latino-americana si arricchisce. Brayan Perea sarà il primo colombiano nella storia della Lazio.

Fonte: Il Corriere dello Sport

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