Facile così. Le cose vanno male e s’invocano le bandiere, i leader del gruppo storico. Facile ripensare a Ledesma nel momento del bisogno dopo averlo relegato in panchina per due volte di fila. I maligni mormorano e non hanno tutti i torti. E’ la vita, è anche il costume del…

Facile così. Le cose vanno male e s’invocano le bandiere, i leader del gruppo storico. Facile ripensare a Ledesma nel momento del bisogno dopo averlo relegato in panchina per due volte di fila. I maligni mormorano e non hanno tutti i torti. E’ la vita, è anche il costume del calcio. Busseranno alla porta di Ledesma in questi giorni, lo faranno per vari motivi: c’è bisogno di equilibrio in mezzo al campo, c’è bisogno di carattere e personalità, non lo faranno solo perché Biglia sarà a disposizione solo da giovedì dopo gli impegni con l’Argentina. Petkovic ha bacchettato il Principito a Torino dopo che Conte gliele ha suonate un’altra volta: non riusciva a far salire la squadra nel secondo tempo, non riusciva a prenderla per mano e a tenerla alta. Non basta il palleggio, non bastano le doti di smistatore, il calcio italiano è complicato. Ecco perché la candidatura di Ledesma ha ripreso quota. Questione di etica, non di estetica.

6526d6914908285dea2bca4c69bd4b4e.jpg

LA SVOLTA - Il mercato è chiuso, le polemiche sono diventate aria fritta, sta a Petkovic tenere in piedi la baracca. S’attendono le sue scelte, serve una svolta tattica, ha tutto lui in mano. Non è facile, nessuno dice il contrario, s’è messa di mezzo anche la iella mandando al tappeto prima Konko e poi Radu. Ma niente alibi, bisogna garantire un futuro ambizioso alla Lazio, per riuscirci va ritrovata l’impalcatura di un anno fa. Ledesma non è mai mancato nei progetti tattici degli ultimi anni, nessuno pensa che sia l’uomo dei miracoli, al contrario nessuno può credere che non sia utile. Il ritorno in campo dell’attuale capitano (Mauri è squalificato, Radu è infortunato) è pronosticabile in vista del match di domenica con il Chievo. Petkovic non avrà Hernanes (deve scontare un turno di stop), deve far fronte all’assenza del romeno, non può costruire una Lazio scoperta, barcollante. Ledesma a centrocampo è una certezza, non è un costruttore fine, ma garantisce equilibrio, è un combattente, non si perde nel traffico, può vacillare, non si fa schiacciare facilmente.

IL MOMENTO - Non è stato facile per Cristian vedersi scartato. Non è stato facile accomodarsi in panchina dopo anni di sacrifici, di partite giocate a denti stretti, anche con un gamba. Non lo è stato, ma ha accettato le decisioni di Petkovic. S’è messo sotto, ha lavorato come ha sempre fatto sapendo che prima o poi l’avrebbero chiamato. La sosta serve a Vlado per riflettere, per ripensare la Lazio, per organizzare il piano del rilancio. La ripartenza, considerando gli impegni multipli previsti dal calendario, prevede l’impiego di Ledesma. Attenzione: non è detto che l’uno escluda l’altro, che Cristian soffi al posto a Biglia. L’assenza di Hernanes potrebbe spingere Petkovic a riassociarli, è un’opzione da tenere in considerazione (magari nel 4-3-2-1). Ledesma sente vicino il ritorno in campo, a Torino è entrato nel finale al posto di Biglia, è stato sganciato tardi, quando la partita era compromessa e la Juve passeggiava a centrocampo. Dal match di Supercoppa in poi s’è creato il dualismo che tutti avevano pronosticato in estate, tutti tranne Petkovic. Ha sempre dichiarato che i due argentini avrebbero potuto trovare posto insieme. Nei fatti, dopo il primo match con la Juve, non è più successo. Il nodo lo deve sciogliere l’allenatore pensando una Lazio adatta anche alle loro caratteristiche. Il centrocampo sulla carta è il reparto più completo, deve rivelarsi tale, sia una risorsa, non un problema. La convivenza tra Ledesma e Biglia non può tenere in ostaggio la Lazio, limitarla e rovinarla.

Fonte: Corriere dello Sport

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti