(IL CORRIERE DELLO SPORT) | FORMELLO – Il peso del derby si misura anche nell’implicita ammissione di Petkovic, forse non troppo popolare, ma nuda e cruda nella sintesi. La Roma di oggi è superiore alla Lazio di questi giorni (senza diversi giocatori) e non è blasfemo riconoscerlo. «Sicuramente, come fame…

(IL CORRIERE DELLO SPORT) | FORMELLO – Il peso del derby si misura anche nell’implicita ammissione di Petkovic, forse non troppo popolare, ma nuda e cruda nella sintesi. La Roma di oggi è superiore alla Lazio di questi giorni (senza diversi giocatori) e non è blasfemo riconoscerlo. «Sicuramente, come fame e voglia di vincere, ha dimostrato di essere davanti a noi, ci ha creduto di più. Dobbiamo avere fame, la stessa di qualche tempo fa. Ma neppure la Roma era la stessa del 26 maggio. E’ una signora squadra con signori giocatori. Non possiamo prenderci tutta la colpa, bisogna riconoscere anche i meriti della Roma. Ora voglio tornare a vedere una squadra con più cattiveria e che abbia voglia di divertirsi vincendo» . Le parole di Petkovic non devono suonare come una resa, semmai il contrario. La partenza della stagione è stata complicatissima, la strada resta in salita, ma il campionato è appena iniziato e gli obiettivi sono inalterati. La Lazio cercherà di mantenersi e di rientrare in corsa per il terzo posto e la qualificazione alla prossima Champions. Troppo presto per parlare di ridimensionamento. «Penso che anche il Milan creda ancora nella Champions e farà di tutto per arrivarci anche se ha due punti in meno di noi. Voglio vedere quante squadre vinceranno con la Juve. Abbiamo battuto l’Udinese che un anno fa è arrivata davanti. Ci credo ancora, lavoreremo per migliorare. I conti si fanno alla fine e il campionato passato ce lo insegna» .

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DIGESTIONE – C’è da battere il Catania e riprendere a correre. Poi la trasferta di Reggio Emilia con il Sassuolo. Due sfide adatte per cancellare la delusione del derby e scalare di nuovo la classifica. Petkovic si aspetta una reazione nervosa dei suoi giocatori, questo può essere un punto di svolta e si torna in campo 72 ore dopo la sconfitta bruciante con la Roma. «Non sarà facile, perché il Catania ha bisogno di punti e cerca di risollevarsi. Il ko nel derby dobbiamo digerirlo in fretta. Sono convinto che la mia squadra l’abbia già fatto, ma dovremo dare una bella risposta sul campo, dimostrando di essere a posto con la testa». E’ il motivo che l’ha spinto a chiedere un sostegno al popolo biancoceleste. Pochi, ma buoni. E possibilmente vicini alla squadra biancoceleste. Petkovic ha chiamato anche lo stadio Olimpico a raccolta. «Ora serve qualcosa di più, non solo da chi va in campo, ma da chi sta intorno alla squadra. Staff tecnico, club, gruppo e speriamo ci sia un’influenza positiva anche dagli spalti». La voglia di ripartire è grande. «Sentiamo il peso della sconfitta nel derby e avvertiamo la responsabilità del momento, sapendo che ci sono buone prospettive di classifica se facciamo bene nelle prossime partite. Conta tenere i nervi saldi e uno spirito positivo» .

LAVORO – Tutto e subito non si può. Al calendario durissimo si sono aggiunti gli infortuni a catena (di origine traumatica) e il ritardo dei nuovi acquisti. Sono giovani e stranieri, Perea e Felipe Anderson solo adesso hanno cominciato ad allenarsi con la squadra. Serve tempo e non c’è da stupirsi. Quasi occorrerebbe un altro ritiro al tecnico di Sarajevo per plasmare la squadra e inserire i ragazzi su cui ha puntato la società. «Sinora li ho visti poco in allenamento. Felipe Anderson solo nell’ultima settimana ha lavorato bene e senza avvertire dolori alla caviglia. Già questo è importante. Dovrò fare dei piccoli test in campionato. Poi, quando ci sarà la sosta, organizzeremo un’amichevole per concedergli la possibilità di giocare novante minuti. Stesso discorso per Perea, ma tutti e due sono convocabili» . Sul gioiello ex Santos ha chiarito quanto si sapeva. E’ un centrocampista offensivo. L’ha inquadrato così. «Può giocare dietro le punte oppure da mezz’ala offensiva. Nel Santos in emergenza è stato impiegato anche terzino destro, ma non è il suo ruolo. Diciamo che può occupare cinque posizioni diverse da centrocampo in su». Vinicius non è ancora pronto dal punto di vista tattico. «Sta meglio, deve completare l’adattamento, sta imparando. Per un ragazzo di vent’anni che arriva dal Brasile ci vuole pazienza. Va bene nella fase offensiva, deve migliorare nella fase di non possesso. Può dare tanto, ma serve tempo» .

RISCATTO – Toccherà alla vecchia guardia, che dopo la Coppa Italia sembra sazia e vuota di motivazioni, risollevare la Lazio e rispondere sul campo. «Tutti daranno il 120 per cento. Ne sono convinto» . Fiducia piena a Hernanes. «E’ uno dei pochi che può fare la differenza e risolvere da solo le partite. Ha giocato il derby sotto tono, ma prima era andato bene. Lui e anche Ederson ci possono dare tanto e possono giocare insieme». La chiave tattica e un attacco più efficace dipenderanno dalla corsa della Lazio. «Non è un problema di sistema di gioco. E tante volte, con tutti al 100 per cento, abbiamo creato occasioni. L’imprevedibilità del gioco dipende dal movimento» . Correre, correre e ancora correre.

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