(CORRIERE DELLO SPORT) | Come se non avesse, all’improvviso, rispetto di sé. Perché se hai cura di reclamizzare il tuo brand, non puoi andare in casa del presidente Squinzi, re dei colori, e amplificare il Sassuolo, cui adesso sta parecchio stretta la spartizione della posta. Viva il carattere dei guastatori…
(CORRIERE DELLO SPORT) | Come se non avesse, all’improvviso, rispetto di sé. Perché se hai cura di reclamizzare il tuo brand, non puoi andare in casa del presidente Squinzi, re dei colori, e amplificare il Sassuolo, cui adesso sta parecchio stretta la spartizione della posta. Viva il carattere dei guastatori che l’ex romanista Di Francesco vuole veder sfrecciare verso la salvezza. E qui vanno espressi per intero i nostri malumori, nonostante Lotito parli di fenomeni che arriveranno: Felipe Anderson, Perea, Keita, eccetera. Ma intanto Petkovic aggiunge e toglie acquaragia presentando spesso gli stessi problemi all’interno delle variazioni tattiche. Assente Klose, e ci risiamo, diventa inutile riproporre la solitudine di Floccari, che pare Laocoonte fra i serpenti, troppo lontani tanto Ederson quanto Candreva lungo le rispettive corsie. Tuttavia non siamo arrivati al peggio, allo psicodramma sfiorato ripetutamente nel finale, visto che strizzando la prima parte restano la traversa-Zaza e quel quasi gol che scaturisce dallo stacco di Ciani giusto per valorizzare l’imprendibile numero 87 almeno su corner.
Certo, raccolti nel loro 5-3-2 i corridori di paese non prendono coscienza per mezza partita delle loro possibilità, riuscendovi quando tutto sembra perduto. Così, memorizzata la mortificante prestazione, questa la Lazio dovrebbe cancellare dai discorsi il refrain delle potenzialità. Che indicano qualcosa di latente, chissà quando sviluppabile, a fronte dell’emergenza che impone una difesa vulnerabile, comunque venga schierata, e un attacco che raramente su azione entra nell’area avversaria, quasi non bastassero le inadempienze di Hernanes, Onazi e dei subentrati Cana, Biglia e Gonzalez nei compiti abituali.
Ne deriva l’amarezza di un 2-2 inimmaginabile quanto meno negli attimi in cui si festeggiano a ripetizione Dias e Candreva, convinti d’aver già incartato 3 punti da portare a Formello. Invece no! Invece gli sconquassi si sprecano, prescindendo dalle prodezze di Schelotto e del panchinaro Floro Flores, rese possibili da un reparto arretrato in confusione, dove perfino Marchetti va in tilt. Pressing furibondo che favorisce occasioni a senso unico vanificate dai finalizzatori di circostanza, mentre i nostri eroi non vedono l’ora di chiudere il contenzioso. E’ un pari che va di lusso. E in attesa che arrivino i nostri come nei western, perfino il neo promosso Verona aggancia i Vlado-boys. Se ne è accorto il presidente Lotito?
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