(IL TEMPO) | S’accende a intermittenza, lampadina fulminata, Hernanes. Nel palmares col Sassuolo una conclusione insipida alla mezzora, tutto il resto è noia. «Fa fatica a trovare i ritmi di gioco, a inserirsi in partita, forse deve ritrovare il sorriso come lo scorso anno», commenta laconico Petkovic, quanto manca alla…
(IL TEMPO) | S’accende a intermittenza, lampadina fulminata, Hernanes. Nel palmares col Sassuolo una conclusione insipida alla mezzora, tutto il resto è noia. «Fa fatica a trovare i ritmi di gioco, a inserirsi in partita, forse deve ritrovare il sorriso come lo scorso anno», commenta laconico Petkovic, quanto manca alla Lazio il vero Profeta. E sembrava averlo ritrovato, col Catania era entrato di soppiatto e aveva messo la sua firma sul 3-1; capriola e rinascita, proprio come la Lazio ferita dal derby, lui che nella stracittadina s’era spento. Cercava conferma nella terra dei tortellini, son rimasti sullo stomaco invece troppi punti interrogativi alla ricerca della posizione perduta in mezzo al campo. Lo ha sempre detto il brasiliano, ama giocare da centrocampista puro, da mezzala come col Brasile. Azzardato trequartista con l’uscita di Ederson non ha convinto, provato come regista accanto a Ledesma neppure. Fa tutto e tutto non al meglio, la convinzione perduta della Lazio passa anche per i suoi gol: per ora tre in questa stagione, con Udinese e Catania poi quello decisivo col Legia Varsavia. Non penserà troppo al Mondiale? Il ct Scolari ormai se n’è infatuato, lo ha convocato per le sfide con Corea del Sud e Zambia. Conquistarsi la maglia verdeoro però significa anche riprendersi la Lazio. A colpi di samba, gol e classe.
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