(IL TEMPO) |Stavolta siamo davvero ai titoli di coda. Stavolta, cioè oggi pomeriggio, la Corte Federale – organo di secondo grado della giustizia sportiva – si riunirà in camera di consiglio per decidere che destino merita Stefano Mauri, unico imputato ancora in attesa della sentenza d’appello nel settimo processo sportivo…

(IL TEMPO) |Stavolta siamo davvero ai titoli di coda. Stavolta, cioè oggi pomeriggio, la Corte Federale – organo di secondo grado della giustizia sportiva – si riunirà in camera di consiglio per decidere che destino merita Stefano Mauri, unico imputato ancora in attesa della sentenza d’appello nel settimo processo sportivo sul calcioscommesse. Eppure, nonostante Alessandro Zamperini – ultimo testimone ancora da ascoltare secondo la Corte Federale – abbia ancora una volta declinato l’invito dei giudici, la decisione potrebbe slittare, forse addirittura alla prossima settimana.
Un temporeggiamento difficile da capire, tenendo conto anche delle ultime decisioni prese dalla Corte Federale: il dispositivo della sentenza relativa a questo processo, per esempio, fu emesso poche ore dopo la chiusura del dibattimento. Se i giudici prendono tempo, dunque, è soltanto per un motivo: tra i dieci componenti della Corte non c’è ancora accordo sulla decisione da prendere per il capitano biancoceleste, punito con sei mesi di squalifica in primo grado per l’omessa denuncia della tentata combine di Lazio-Genoa (maggio 2011).
L’atteso doppio interrogatorio andato in scena due settimane fa – prima l’imputato Stefano Mauri, poi il super pentito Carlo Gervasoni – non ha affatto dissipato i dubbi della Corte. Gervasoni ha confermato le accuse sul coinvolgimento del biancoceleste nelle presunte combine delle gare contro Genoa e Lecce, Mauri ha respinto ogni addebito e i giudici hanno lasciato via Campania senza alcuna certezza. Per questo – e per completare il «necessario approfondimento» invocato lo scorso 17 agosto – la Corte ha deciso di convocare ancora una volta il testimone Zamperini, assente due settimane fa. Ma Zamperini – come detto – oggi non si presenterà di nuovo, rendendo di fatto inutile un’ulteriore audizione della difesa e chiudendo l’istruttoria.
Eppure, i legali di Mauri – gli avvocati Matteo Melandri e Amilcare Buceti – hanno chiesto, o meglio preteso di essere ascoltati ancora. La Corte ha accolto la richiesta e così oggi alle 14 i legali di Mauri potranno giocare l’ultima carta a disposizione di fronte alla giustizia calcistica, presentando una memoria di 14 pagine quasi interamente dedicata all’ultimo interrogatorio di Gervasoni. Per Melandri e Buceti le dichiarazioni del pentito sono sempre state contradditorie, così come le tesi della Procura. «Le dichiarazioni di Gervasoni – ha ribadito il procuratore federale Stefano Palazzi di fronte alla Corte – sono state giudicate attendibili anche in primo grado. C’è un riscontro fotografico, documentato minuto per minuto, della tentata combine. In occasione dell’incontro avvenuto a Formello alla presenza di Ilievski, ci sono 60 contatti in tre ore tra Mauri e Zamperini, a fronte degli 80 contatti avvenuti in tutto il mese successivo: sostenere che i due si sentivano per amicizia è illogico. C’è una mole di prove incredibile, anche su Lecce-Lazio: Zamperini aveva assicurato l’adesione di Mauri all’illecito anche per la gara successiva. La giustizia non è documentale, è una valutazione logica di frammenti».
Nella ricostruzione della Procura – come spiegato nei sette punti qui a fianco – ci sono anche le dichiarazioni «imprecise» rese da Mauri in relazione alla conoscenza di Luca Aureli, titolare di un’agenzia di scommesse «frequentata» dal capitano biancoceleste, e l’utilizzo di una scheda criptata ricevuta dallo stesso Aureli per effettuare scommesse. Tutti argomenti respinti dalla difesa: «Nel primo interrogatorio – ha osservato Buceti – Gervasoni non ricorda nemmeno com’è finita la gara Lazio-Genoa e sbaglia addirittura il risultato. E poi nessuno ha visto Mauri con Ilievski a Formello». Nell’occasione, secondo la difesa, Mauri avrebbe solo regalato i biglietti per la partita a Zamperini. Tesi e antitesi: la Procura federale ha chiesto 4 anni e sei mesi di squalifica per Mauri, la difesa l’assoluzione completa. Ora la decisione spetta alla Corte, ma forse arriverà soltanto la prossima settimana. Poi rimarrà solo il ricorso al Tnas del Coni, ultimo grado della giustizia sportiva.

f57c907a496d684eba6863ee8477c7a0.jpg

Cittaceleste.it

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti