(IL TEMPO) | Dategli fiducia, la meritano. Non abbiate fretta, vi stupiranno. Brayan Perea e Felipe Anderson, la Lazio riparte dai suoi gioielli. Classe ’93, venti anni entrambi, qualità e fantasia, vivacità e spirito di sacrificio, il futuro è loro. Sorride Petkovic, esulta il ds Tare, è la sua rivincita.…
(IL TEMPO) |
Dategli fiducia, la meritano. Non abbiate fretta, vi stupiranno. Brayan Perea e Felipe Anderson, la Lazio riparte dai suoi gioielli. Classe ’93, venti anni entrambi, qualità e fantasia, vivacità e spirito di sacrificio, il futuro è loro.
Sorride Petkovic, esulta il ds Tare, è la sua rivincita. «Perea e Anderson mi hanno impressionato – ha dichiarato il direttore sportivo – il brasiliano è al 60 per cento ma ha grande qualità. Ora non dobbiamo esaltarci, ma questa squadra può arrivare lontano e questa può rappresentare la svolta». Il battesimo di fuoco è andato bene per Felipe e Perea, Petkovic li tiene stretti: «Sono ragazzi interessanti – ha spiegato il tecnico della Lazio – lavorano con noi da 15 giorni, ma hanno già tanta esperienza. Mi hanno sorpreso per come hanno interpretato il match, hanno aiutato la squadra e dimostrato ottime qualità individuali».
La prova è superata, ma gli esami non finiscono mai e il prossimo ostacolo è dietro l’angolo. Con il Trabzonspor l’impatto è stato ottimo, 90′ minuti per il colombiano, poco meno per l’ex Santos, ma il giudizio è più che positivo. Perea è in forma, ha una struttura fisica importante, la corsa da centometrista e la cattiveria giusta per ritagliarsi un posto da titolare. Può essere l’alternativa a Klose, si è rivelato bravo e preparato tecnicamente, contro i turchi ha regalato a Onazi e Floccari gli assist della rimonta. Avanti così, direbbe Petkovic. Domenica, contro la Fiorentina, potrebbe avere un’altra chance, è arrivata l’ora di lanciare i giovani, di credere in loro, Perea e Felipe Anderson ne hanno bisogno.
L’amico di Neymar è partito col piede giusto: a Trebisonda l’approccio è stato timido, ma mai impacciato, la classe cristallina si è riconosciuta sin da subito. Una trattativa lunghissima e circa 9 milioni di euro spesi dalla società per strapparlo al campionato verdeoro, tante aspettative che verranno ripagate con il tempo. Felipe ha tutto per diventare un campione, lo ha dimostrato il secondo tempo disputato contro il Trabzonspor quando si è sciolto, è salito in cattedra e ha dettato i tempi a tutta la squadra, come un veterano. Peccato (o per fortuna) che per lui si trattava solo dell’esordio ufficiale con la Lazio. Personalità, tunnel, dribbling e un destro indirizzato sotto il sette respinto dal portiere turco. Eppure chi lo conosce bene giura che non è nemmeno al 30 per cento, che ha dei margini di miglioramento impressionati, e che nel giro di poche settimane diventerà fondamentale.
Felipe Anderson può ricoprire tutti e tre i ruoli della trequarti, calcia sia di destro che di sinistro, fisicamente deve raggiungere il top. Il brasiliano è reduce da una lesione ai legamenti riportata il 5 giugno col Santos, in questi tre mesi biancocelesti ha lavorato sodo per recuperare, adesso il peggio è alle spalle. La Lazio ha in mano due giocatori di prospettiva, due elementi che potrebbero esplodere da un momento all’altro, è fondamentale crederci, farli sentire importanti e dargli continuità. Tutto dipenderà da Petkovic e dalle sue scelte: il futuro di Perea e Felipe Anderson è nelle mani del bosniaco. Ma se il buongiorno si vede dal mattino…
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