(IL TEMPO) | Da Anderson a Keita, da Cavanda a Onazi: giovani talenti crescono Tare entusiasta del nuovo corso: «Stiamo rifondando la squadra» Vietato parlare di progetto giovani, a Formello finirebbero tutti per fare gli scongiuri dopo quanto accaduto alla Roma nei primi due anni americani, però la strategia della…
(IL TEMPO) | Da Anderson a Keita, da Cavanda a Onazi: giovani talenti crescono Tare entusiasta del nuovo corso: «Stiamo rifondando la squadra»
Vietato parlare di progetto giovani, a Formello finirebbero tutti per fare gli scongiuri dopo quanto accaduto alla Roma nei primi due anni americani, però la strategia della Lazio è cambiata.
Un solo particolare può far capire la svolta epocale rispetto a quanto visto sotto la gestione Lotito: l’età media della squadra scesa in campo l’altra sera in Turchia contro il Trabzonspor è passata da 29,9 a 24,8. Quindi, non si punta più su giocatori già fatti magari un po’ stagionati, si cerca il talento sudamericano prima che il suo prezzo diventi fuori dalla portata della Lazio, si scommette su qualche prodotto della Primavera campione d’Italia, si va a pescare nei settori giovanili di altri titolati club Europei.
Il diesse Tare ha sposato questa linea in accordo con il presidente Lotito ed è soddisfatto delle prime risposte che sta ricevendo dai giovani aquilotti: «Siamo all’inizio di un percorso, stiamo rifondando la squadra, dobbiamo essere più pazienti con la squadra. I nuovi hanno bisogno di tempo, di essere difesi. Non è facile la realtà romana, si stanno ambientando bene. Sono giocatori che hanno bisogno di affetto, sapranno rispondere con le loro prestazioni».
Poi va sui singoli che si stanno mettendo in mostra in questo primo scorcio di stagione: «Felipe Anderson? È al 50% delle sue possibilità e può diventare importante per il calcio italiano, con la sua esplosività. Perea? Sembra Cavani. Bisogna lasciargli il tempo di ambientarsi, come è stato fatto con l’attaccante uruguaiano».
Ma loro sono soltanto gli ultimi della lista che si compone di tanti altri talenti. In estate la Lazio ha rinnovato il contratto a Luis Pedro Cavanda (classe ’91), il più vecchio, si fa per dire, di una nidiata della Primavera che aveva in Eddy Onazi (21 anni) uno dei leader indiscussi. Il nigeriano ha già vinto la coppa d’Africa con la sua nazionale e ormai è uno dei punti di forza del centrocampo laziale. Oltre a loro tra migliorando molto Luca Crescenzi, stopper ora al Siena in prestito: probabile per lui il rientro alla base a fine stagione.
Il brasiliano Vinicius ha vent’anni, sta studiando il calcio europeo e tra un mesetto sarà lanciato nella mischia: attacca benissimo, ha bisogno di crescere nella fase difensiva e per questo Petkovic lo sta tenendo in naftalina. Poi ci sono i ragazzi del ’94: si parte da Cataldi che si sta facendo le ossa nel Crotone giocando un campionato di serie B, oppure Antonio Rozzi capitano della Lazio scudettata la scorsa estate e ora nel Real Madrid B dove sta facendo un’esperienza fondamentale per la sua crescita. Nel 1995 sono nati il portiere albanese Strakosha, attualmente il terzo nella rosa di Petkovic alle spalle di Marchetti e Berisha e si può prevedere un futuro importante per il croato Elez, gran fisico ancora un po’ acerbo come si è visto nella finale di Supercoppa Primavera.
Dello stesso anno anche Keita, cresciuto nel vivaio del Barça, decisivo nelle due sfide di Europa League e schierato col contagocce in campionato. Non si possono dimenticare anche Flippini (’94), laterale sinistro di buone prospettive e Tounkara, gemello di Keita, che solo per questioni anagrafiche sta giocando con la Primavera. La formazione che abbiamo schierato è solo una possibile, di certo la Lazio ha cambiato marcia e sta rifondando un gruppo che ha dato tanto conquistando la storica coppa Italia contro la Roma.
Cittaceleste.it
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