(IL TEMPO) | Dieci milioni di risarcimento per i danni ricevuti: la Lazio non molla la presa sul caso Zarate. Dopo la «non decisione» del collegio arbitrale presieduto dal professor Massimo Zaccheo («scavalcato» dal ricorso di Zarate alle norme internazionali), il transfer provvisorio concesso dalla Fifa all’argentino e il contratto…
(IL TEMPO) | Dieci milioni di risarcimento per i danni ricevuti: la Lazio non molla la presa sul caso Zarate. Dopo la «non decisione» del collegio arbitrale presieduto dal professor Massimo Zaccheo («scavalcato» dal ricorso di Zarate alle norme internazionali), il transfer provvisorio concesso dalla Fifa all’argentino e il contratto di 4 anni firmato con il Velez Sarsfield, la controversia Lazio-Zarate sbarca come previsto davanti all’organo di governo del calcio mondiale. Il club biancoceleste aveva annunciato il ricorso, ora le richieste presentate alla Fifa sono ufficiali: la Lazio vuole un maxi risarcimento, 10 milioni da Zarate e dal Velez. La somma calcolata dal club biancoceleste dipende da molteplici fattori, innanzitutto dal valore dell’investimento ancora da ammortizzare, circa 3,5 milioni di euro.
Il ricorso della Lazio avrà come organo giudicante la Camera di Risoluzione delle Controversie, la decisione ruoterà attorno alla (vera o presunta) violazione dell’articolo 7 dell’accordo collettivo da parte della società: secondo Zarate, la Lazio lo avrebbe relegato ai margini della rosa per motivazioni non tecniche. L’attaccante argentino, in altre parole, sarebbe stato oggetto di mobbing, tesi avversata dal club. I tempi per la decisione della Camera di Risoluzione delle Controversie dovrebbero essere piuttosto lunghi, circa sei mesi.
Intanto la giornata è stata molto positiva per il titolo della Lazio quotato in borsa, che ha registrato un rialzo importante, più 19,62 per cento. Le azioni biancocelesti, che in apertura valevano 0,4199 centesimi di euro, hanno toccato il massimo di 0,5285 per poi attestarsi in chiusura sui 50 centesimi. Non si tratta però del pacchetto azionario in possesso del presidente, Claudio Lotito, che dispone di circa il 70 per cento delle quote e che, anche nei giorni scorsi, ha ribadito l’intenzione di non volere vendere la società, sognando invece di lasciarla un giorno a suo figlio.
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