(IL TEMPO) | Un momento non esaltante, dopo tanti miracoli. Un’occasione mal sfruttata con la maglia dell’Italia. Non la prima, forse neppure la più importante, ma certo dopo dieci giorni agli ordini del ct Prandelli, Petkovic ritrova un Federico Marchetti non al massimo dell’entusiasmo. Il motivo è ovvio: dopo tante…
(IL TEMPO) | Un momento non esaltante, dopo tanti miracoli. Un’occasione mal sfruttata con la maglia dell’Italia. Non la prima, forse neppure la più importante, ma certo dopo dieci giorni agli ordini del ct Prandelli, Petkovic ritrova un Federico Marchetti non al massimo dell’entusiasmo. Il motivo è ovvio: dopo tante panchine, a volte anche immeritate nonostante l’indiscusso valore di Buffon, con l’Armenia il portiere della Lazio aveva finalmente ottenuto l’occasione sognata in nazionale. Un match fondamentale, una partita da vincere per meritare un sorteggio migliore al Mondiale, una chance «importante» come ammesso anche da Marchetti. Ma è andata male: due gol incassati, un corner regalato e poi un’uscita inspiegabile sul gol armeno, incertezze evidenziate anche nelle ultime gare con la Lazio. Nessun allarme, sia chiaro: nonostante alcune prestazioni non impeccabili (Sassuolo e Trabzonspor), tra l’altro influenzate dagli orrori della difesa, il portiere di Bassano del Grappa resta una certezza per Petkovic. In due anni a Roma Marchetti ha scalato in fretta le posizioni dentro lo spogliatoio. Acquistato dal Cagliari per poco più di 5 milioni di euro, il numero uno biancoceleste ha dimenticato i dissapori vissuti in terra sarda con il presidente Cellino. A Roma Marchetti ha subito ritrovato la forma smarrita, collezionando 95 partite da titolare, tante grandi parate e una presenza costante in cima alle classifiche di rendimento del campionato.
Numeri importanti che non sono sfuggiti alle altre squadre: negli ultimi mesi tante società hanno messo gli occhi su Marchetti, dal Milan al Barcellona, ma il numero uno biancoceleste non ha vacillato, fedele al contratto firmato con la Lazio con scadenza 2016. Non bastasse , a Formello Marchetti è diventato un punto di riferimento per i compagni: non solo i sudamericani, ma anche gli italiani riconoscono nel portiere veneto un leader dello spogliatoio, un ragazzo rispettato e ascoltato perché capace di cementare il gruppo. Ecco, forse è proprio questo il «problema»: in nazionale Marchetti sembra avere un’eccessiva riverenza verso i compagni, Buffon in particolare. «Il valore di Gigi è indiscusso – ha osservato il numero uno della Lazio – lui è il nostro capitano, io conosco il mio ruolo». Ma il Marchetti ammirato nelle ultime due stagioni non è certo inferiore al Buffon incerto delle ultime settimane, naturalmente a una condizione: non fallire le prossime opportunità in nazionale. «Il gruppo mondiale non c’è ancora – ha spiegato Prandelli – ogni partita sarà utile per dare giudizi tecnici e caratteriali: forse la maglia azzurra pesa e non basta essere fra i migliori in campionato». Un messaggio preciso, Marchetti l’ha recepito ed è pronto al riscatto. Il premio è doppio: un mondiale da titolare e un nuovo contratto con la Lazio (ora guadagna 1.1 milioni di euro a stagione, 9° nella classifica degli ingaggi biancocelesti), condizione necessaria per trattenere a Roma il più forte portiere italiano.
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