ROMA – L’avvocato Zaccheo, presidente del Collegio Arbitrale, ha fissato la prossima udienza per il 26 giugno. Il lodo Zarate entra nella fase decisiva, si comincerà a discutere il caso nel merito. Il Collegio ha ammesso quasi tutte le prove testimoniali richieste dalle parti, compresi i filmati girati dall’attaccante argentino…

ROMA – L’avvocato Zaccheo, presidente del Collegio Arbitrale, ha fissato la prossima udienza per il 26 giugno. Il lodo Zarate entra nella fase decisiva, si comincerà a discutere il caso nel merito. Il Collegio ha ammesso quasi tutte le prove testimoniali richieste dalle parti, compresi i filmati girati dall’attaccante argentino al centro sportivo di Formello per documentare come si allenava da fuori-rosa. Verranno ascoltati due testimoni per Zarate e altrettanti per la Lazio. Nella lista presentata dall’attaccante argentino figurano Cavanda e il suo manager Luis Ruzzi, la società biancoceleste chiederà a Petkovic di testimoniare e di argomentare sotto il profilo tecnico la scelta di escluderlo dagli allenamenti della prima squadra così come potrebbe essere chiamato a esprimersi anche un altro componente dello staff. La Lazio sostiene di aver sempre messo a disposizione dei fuorirosa un preparatore atletico e ovviamente lo staff medico. Il giudice Zaccheo dovrà valutare e interpretare l’articolo 7 del nuovo accordo collettivo di lavoro, che permette la separazione dei gruppi solo per esigenze tecniche. Zarate era finito fuori rosa nel periodo di Natale: il 15 dicembre non rispose alla convocazione per la partita interna di campionato con l’Inter e non rientrò a Formello dopo aver saputo che Petkovic lo aveva inserito in lista. Se sino al 31 gennaio, con il mercato aperto e il desiderio di trovare un’altra collocazione, aveva “accettato” la condizione di separato in casa, diversa è stata la fase successiva e anche più complicata da giustificare per la Lazio, che i primi di febbraio perse per infortunio Klose. Ormai s’era consumata la rottura e la dirigenza, dopo aver valutato la possibilità del reintegro di Zarate, decise di ingaggiare lo svincolato Saha. Sarebbe nell’interesse delle parti “conciliare” la vertenza e un tentativo Zaccheo lo ha già fatto alla prima udienza. L’argentino disse no all’ipotesi di stabilire una condizione di recesso: la Lazio era pronta a liberarlo garantendosi un versamento di 4-5 milioni di euro. Tecnicamente è ancora possibile trovare un accordo, ma per adesso non sembra esserci un’intesa all’orizzonte. Zarate punta a liberarsi attraverso l’arbitrato e ha buone possibilità di spuntarla. La Lazio, perdendo la causa per mobbing, realizzerebbe una minus-valenza di 4 milioni di euro in bilancio (venne acquistato per 20,4 milioni per cinque anni di contratto), ma ne risparmierebbe 8 tra ingaggio e commissioni per la prossima stagione. Il lodo dovrà arrivare a conclusione entro il 10 luglio.

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Fonte: Corriere dello Sport

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