(REPUBBLICA) | Un anno da sogno per Lulic, da incubo per la Lazio in trasferta. Qui c’è da invertire la tendenza, subito, domenica a Bergamo. I numeri provocano un leggero attacco di nausea: nel 2013, solo due vittorie per la Biancoceleste lontano dall’Olimpico. A Stoccarda il 7 marzo in Europa…
(REPUBBLICA) | Un anno da sogno per Lulic, da incubo per la Lazio in trasferta. Qui c’è da invertire la tendenza, subito, domenica a Bergamo. I numeri provocano un leggero attacco di nausea: nel 2013, solo due vittorie per la Biancoceleste lontano dall’Olimpico. A Stoccarda il 7 marzo in Europa League e a Milano con l’Inter l’8 maggio. Stop. Ecco i dati, sconfortanti: 18 gare in tutto con 2 successi (appunto), 7 pareggi e ben 9 sconfitte; 33 reti subite, 20 realizzate. E considerando solo il campionato: una vittoria, 4 pari, 7 ko; 24 gol subiti, 11 segnati. È il punto debole della Lazio: una grande squadra si misura soprattutto dalla solidità fuori casa. In questo senso, la Biancoceleste ha dato risposte tutt’altro che convincenti nel 2013, comprese le prime gare della nuova stagione.
Tra Trebisonda e la Fiorentina è arrivata la svolta dal punto di vista del gioco, contro l’Atalanta deve arrivare quella sul piano del carattere, della fame: senza lo spirito guerriero e la determinazione feroce, a Bergamo non si vince. «Loro sono molto ben organizzati e pericolosi, noi vogliamo migliorare e soprattutto imporci pure in trasferta». Parola di Lulic, che ha intenzione di trasmettere il suo entusiasmo ai compagni. E’ un momento felice anche per Biglia: la sua Argentina si è qualificata per i Mondiali, ora lui può pensare solo alla Lazio. Sarà titolare anche a Bergamo, perché Ledesma è debilitato dalla febbre. Klose migliora ma dovrebbe partire dalla panchina. E Radu tornerà a disposizione per la trasferta a Limassol giovedì. Martedì la decisione Uefa sul ricorso contro la chiusura dell’Olimpico per la partita con l’Apollon del 7 novembre. Intanto Lotito lavora per trovare un accordo che permetta di utilizzare il marchio Lazio con l’aquila stilizzata, marchio creato dal presidente Gian Casoni nel 1983. Vicenda spinosa, finita in tribunale (e stavolta la Lazio non c’entra). L’obiettivo è riproporre la maglia che secondo molti è la più bella della storia biancoceleste.
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