(REPUBBLICA) | «Un giorno vorrei diventare il capitano della Lazio». Se questa frase l’avesse pronunciata un anno e mezzo fa, Antonio Candreva, lo avrebbero preso per matto. Il suo arrivo a inizio 2012 non era stato preso benissimo dall’ambiente, anzi. Un colpo in extremis del mercato di gennaio, per cercare…

(REPUBBLICA) | «Un giorno vorrei diventare il capitano della Lazio». Se questa frase l’avesse pronunciata un anno e mezzo fa, Antonio Candreva, lo avrebbero preso per matto. Il suo arrivo a inizio 2012 non era stato preso benissimo dall’ambiente, anzi. Un colpo in extremis del mercato di gennaio, per cercare di rimediare al tramonto dell’operazione Honda. Ma con sé, Antonio di Tor de’ Cenci, si portava anche un fardello pesantissimo: la nomea del “romanista”, il massimo oltraggio possibile per un tifoso laziale. E al suo debutto viene ricoperto di fischi. Assordanti. Niente di più lontano dalla situazione attuale. In mezzo ci sono stati i gol al Napoli e, soprattutto, quello alla Roma, che hanno sancito di fatto la sua “redenzione”: «Il mio inizio alla Lazio non è stato semplice — racconta a Lazio-StyleRadio — ma tutto si è sistemato e voglio diventare una bandiera di questo club». Adesso certi discorsi può permetterseli. I tifosi sono pazzi di lui, che ricambia sul campo con gol e assist: rispettivamente 3 e 1 in questo avvio di stagione. Nessuno nella rosa ha fatto meglio. Petkovic se lo coccola, lo ha messo nelle condizioni di poter rendere al massimo: «Tutto è iniziato quasi due anni fa con Reja, che mi ha impiegato per la prima volta in questo nuovo ruolo. Poi, nel miglior periodo della mia carriera, è arrivato Petkovic: mi sta aiutando a crescere, dandomi ciò che mi era mancato in passato: la continuità». Che gli ha fatto ritrovare la Nazionale, tanto da diventare un punto fermo per Prandelli anche in ottica del Mondiale: «Ci sono ancora tante partite da giocare e solo in 23 faranno parte della spedizione in Brasile. Devo essere sempre al 100%, perché il posto non te lo regala nessuno. Per meritarmelo devo fare bene con la Lazio, magari conquistando la qualificazione in Champions che negli ultimi anni abbiamo solo sfiorato. Spero questo sia l’anno buono, ma dobbiamo partire subito forte a Bergamo». Petkovic studia la formazione per riuscirci. Ieri ha provato la classica difesa con Cavanda, Ciani, Cana e Lulic. Ledesma sembra aver sorpassato Biglia: si è ripreso dall’influenza ed è stato posizionato al centro tra Onazi (in vantaggio su Gonzalez) ed Hernanes. I rebus maggiori sono in attacco, perché Klose è completamente recuperato e insieme a Floccari, Perea, Ederson e Felipe Anderson si gioca uno dei due posti disponibili per affiancare Candreva.

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