(IL TEMPO) | «Chi si accontenta gode… Così e così». Ritornello che suona in testa alla Lazio, dopo la sentenza Uefa arrivata nel primo pomeriggio. Era attesa per oggi, hanno accorciato i tempi di ventiquattro ore per la decisione definitiva: «In occasione della gara di Europa League contro l’Apollon Limassol,…

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«Chi si accontenta gode… Così e così». Ritornello che suona in testa alla Lazio, dopo la sentenza Uefa arrivata nel primo pomeriggio. Era attesa per oggi, hanno accorciato i tempi di ventiquattro ore per la decisione definitiva: «In occasione della gara di Europa League contro l’Apollon Limassol, in programma il 7 novembre alle ore 21.05 allo stadio Olimpico di Roma, resterà chiuso il solo settore della Curva Nord». Platini giustizia ancora la Lazio e porta avanti la battaglia contro il razzismo.

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La società biancoceleste aveva fatto ricorso contro la squalifica dell’intero stadio – arrivata dopo la sfida con il Legia Varsavia – di nuovo sotto accusa la tifoseria laziale per cori razzisti e striscioni offensivi. Dalla Uefa i legali del club sono riusciti a strappare una piccola grazia: Olimpico aperto ai tifosi biancocelesti, ad eccezione della Curva Nord, cuore secondo il FARE (Football Against Racism in Europe)di quei comportamenti razzisti. Rimarranno a casa quindi i tifosi che avevano acquistato i mini abbonamenti per il girone di Europa League, gli altri dovranno accontentarsi degli altri settori.

Sorriso a metà per la Lazio, se ne fa portavoce il legale della società biancoceleste Gian Michele Gentile: «La sanzione è stata ridotta e siamo soddisfatti in parte, così pagheranno coloro che hanno commesso il fatto. D’altro canto c’è l’amarezza di una tifoseria che si è fatta in Europa una brutta fama, così come la Lazio – commenta l’avvocato Gentile – Abbiamo combattuto con la Uefa per ottenere questo alleggerimento della pena, ma la società rischia di essere esclusa dalle competizioni europee se si dovesse ripetere ancora». Perché in questo è recidiva e la Uefa non transige più; lo scorso anno il primo avvertimento arrivò con la squalifica (con la condizionale) dopo la sfida con il Tottenham, poi per la violazione reiterata rimase chiuso l’intero Olimpico contro Stoccarda e Fenerbahce (ritorno degli ottavi e dei quarti). «C’è un accanimento della Uefa nei confronti della Lazio – continua Gentile – Ormai c’è un sospetto preventivo che porta a monitorare attentamente ogni partita. Bisogna continuare e insistere con una campagna di sensibilizzazione contro il razzismo, non vi sono giustificazioni verso questi comportamenti. Non vorrei si arrivasse alla soluzione di creare un sistema di polizia interna allo stadio, per individuare i diretti responsabili». Seggiolini deserti dunque nel cuore del tifo, remake della prima giornata di campionato con l’Udinese. Uno spettacolo da non ripetere ancora.

Cittaceleste.it

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