(IL TEMPO) | Europa League Scialbo pari a Cipro: la svolta non arriva Tante occasioni, nessun gol. Quinta partita senza vittoria La Lazio non svolta, resta vittima dei suoi limiti strutturali e di carattere. A Cipro contro i modesti ciprioti dell’Apollon Limassol finisce 0-0 dopo aver effettuato 23 tiri in…
(IL TEMPO) | Europa League Scialbo pari a Cipro: la svolta non arriva Tante occasioni, nessun gol. Quinta partita senza vittoria
La Lazio non svolta, resta vittima dei suoi limiti strutturali e di carattere. A Cipro contro i modesti ciprioti dell’Apollon Limassol finisce 0-0 dopo aver effettuato 23 tiri in porta, battuto 10 angoli, dominato per tutto il primo tempo subendo solo nella ripresa qualche timido tentativo offensivo degli avversari agevolato dal solito autolesionismo di Cavanda con i suoi maldestri rinvii.
Nel complesso reazione timida anche se la voglia non è mancata di buttarsi alle spalle un periodo nero che dura ora ormai da cinque partite (tra coppa e campionato quattro pareggi e una sconfitta, un solo gol segnato nelle ultime tre gare). Non esserci riusciti fa aumentare il pessimismo per una squadra che ha delle difficoltà incredibili a trovare la porta. Ci si aspettava di più per il valore dell’avversario e il sacro furore che doveva animare i biancocelesti dopo la beffa di Bergamo e invece solito andamento lento. Primo tempo sufficiente, gioco fluido oltre a due occasioni solari sciupate da Hernanes ed Ederson grazie ai guizzi di Keita. Nella ripresa davvero troppo poco, un diagonale di Gonzalez in evidente ritardo di condizione anche per colpa delle troppe panchine, un tap-in fallito da Hernanes improvvisamente diventato stitico sotto porta da cecchino infallibile qual era. Tutto qui, nel mezzo anche due azioni pericolose del francese Meriem, talentuoso quanto si vuole ma con trentacinque primavere alle spalle e un talento esploso solo sull’isola. E così il portiere portoghese Bruno Vale se la cava senza soffrire troppo e la Lazio non stacca i ciprioti nel girone (il Trabzonspor è in fuga) ed ora è costretta a giocarsi tanto il 7 novembre nella sfida dell’Olimpico contro l’Apollon Limassol. Ecco, non il Manchester o il Real e allora continuare a indicare nella zona Champions l’obiettivo del campionato sembra ridicolo. Meglio ammettere di aver puntato su giovani molto bravi ma ancora acerbi e quindi sarà un anno di transizione.
Del resto la squadra che aveva incantato nel girone d’andata dello scorso campionato ha perso troppi interpreti di livello. Ieri, ad esempio, rispetto a quegli undici di cui si conoscevano i nomi quasi fosse una cantilena, non c’erano i difensori Konko e Biava, i centrocampisti Candreva, Lulic e Mauri oltre che Klose. Se poi ci aggiungi gli stenti di Hernanes ecco servito un piatto molto amaro per i tifosi laziali. I cento presenti a Cipro non hanno gradito e alla fine hanno fischiato dopo aver invitato i giocatori a tirare fuori gli attributi nelle prossime partite.
Analisi dura perché è vero che la fortuna ha chiaramente girato le spalle alla Lazio sotto forma di episodi negativi all’interno delle partite, ma giustificare questi primi due mesi solo con un destino avverso è riduttivo e controproducente. Così come continuano ad essere inquietanti le similitudini con l’annata di Ballardini chiusa con una sofferta salvezza. L’allarme è scattato, serve una reazione. Vera.
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